Napoli, il Grande Progetto…?
Ci hanno fregato un’altra volta
La squadra vale la salvezza. A Marino tutte le colpe per acquisti sbagliati e mala gestione: nessuna identità, organizzazione casareccia, sopravalutazione dei risultati. Inutile cacciare Reja, coperchio del DG: senza Gargano e Maggio il finale di stagione è a rischio. De L aurentis scelga subito il nuovo tecnico e faccia la società con 3 manager. Per ricominciare servono 5 campioni: portiere, difensore centrale, regista, fantasista, centravanti. Meglio cedere gli "anarchici" Hamsik e Lavezzi.
di Paolo Paoletti

Ma quale Progetto…? Ci hanno fregato un’altra volta.
La Lazio lo ha detto chiaro, questo Napoli non va e non potrà andare da nessuna parte. E appoggiare storie sul Grande Progetto significa imbrogliare in male fede tutta la città.
Cominciamo dai numeri: 27 partite, 35 punti; 10 vittorie, 5 pari, 12 sconfitte; 32 gol fatti e subiti; 11° posto con 2 punti in più rispetto al 2007-2008; 1 pareggio e 3 sconfitte nelle ultime 4 gare.
Che come sempre spiegano tutta la verità.
1. La media punti di 1,2 fa 45 di totale, appena sopra la zona salvezza. Questa è la vera dimensione del Napoli.
2. Più sconfitte che vittorie dicono che la squadra subisce e non impone gioco, gioco che non ha e non ha mai avuto.
3. La parità tra gol fatti e subiti conferma che con una difesa debole (1,18 gol a partita) non c’è sicurezza sulla regola prima “non prenderle” ma neanche strumenti per superare l’avversario: un attacco capace di fare un gol in più. Quindi parliamo di una squadra senza testa né coda.
4. Il +2 punti rispetto all’anno scorso ribadisce che il Napoli ha fatto peggio di molte sue dirette concorrenti finite dietro lo scorso anno e rinforzatesi: Genoa (+10), Lazio (+8), Palermo (+3), Atalanta (+2); e non ha saputo approfittare della stagione mediocre di Udinese (-5) e Sampdoria (-7), cui riferisce il Napoli.
5. L’attuale 11° posto a 11 partite dal termine è piazzamento a rischio visto l’andamento mensile di 1 punto in 4 gare, peggiore trend del campionato.
Adesso che tutto è a galla: qualcuno ci dice a cosa sono serviti i 32 milioni di euro spesi al calciomercato? Perché Marino non si dimette? Perché invece di annunciare che ha l’accordo per restare altri 5 anni, non risponde degli acquisti fatti solo di testa sua?
Caro De Laurentis, chi ha sbagliato perché non paga?
Per chi sa di calcio e evidente che gli errori strategici, da cui tutto dipende, sono solo di Marino delegato impropriamente e strumentalmente ai pieni poteri.
Comprendendo cos’è la strategia che spetta a De Laurentis-Marino e cos’è la tattica di pertinenza di Reja.
Per la strategia De Laurentis e Marino hanno fallito la progettazione del piano di azioni e coordinamento delle azioni tese al raggiungimento del risultato: finanza e organizzazione, tecnici e calciatori per utili ad un percorso pluriennale.
Nella tattica Reja non ha saputo pianificare le azioni per risultati di breve termine. Cioè progetto di gioco, calciatori utili a interpretarlo, selezione dello staff di collaboratori: medico, fisiatra e fisioterapista; secondo, preparatore portieri e atletico.
Adesso Reja deve dirci come finirà questa stagione. E’ infatti sbagliato licenziarlo anzi è utile che collabori da subito con il suo successore, scelto adesso e non a giugno.
De Laurentis deve dirci con quali soldi e quali uomini vuole fare il Napoli, mai strutturato.
E basta con le bugie del Grande Napoli di respiro internazionale.
Nella relazione di bilancio 2008 è indicato il futuro:
a. implementazione prima squadra; b.investimenti nel marketing e homevideo, aree di reddito secondarie; c. settore giovanile.
Già queste indicazioni dicono tutto il male possibile, non evidenziando le deficienze di base della società. Un Napoli nuovo, serio, credibile ha infatti bisogno di 3 veri nuovi manager: Amministratore Delegato al quale va demandata provvista finanziaria e gestione aziendale; Direttore Area Tecnica responsabile della scelta di ds, allenatore, staff, giocatori, settore giovanile; Direttore Organizzativo e PR, responsabile di diritti tv, logistica, informazione, marketing e rapporti istituzionali Comune-Lega-FIGC al cui centro c’è la questione Stadio.
Sulla sciatteria dell’attuale management dice tutto l’assenza a Viareggio da 3 anni. Un nuovo forfait cancellerebbe il Napoli dal diritto a giocare nella più importante vetrina di calcio giovanile.
[foto/il sussidiario]































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