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	<title>OltreQuotidiano &#187; Economia e Politica</title>
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	<description>direttore Paolo Paoletti</description>
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		<title>Consiglio Europa no a finanziamenti partiti: inesistenti controlli e sanzioni.</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 09:31:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p.paolopaoletti@libero.it</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Carenze &#8220;importanti&#8221;, controlli &#8220;inefficienti&#8221; e sanzioni &#8220;inefficaci&#8221;: così il Consiglio d&#8217;Europa, nel rapporto reso noto oggi, boccia senza appello il sistema di finanziamento pubblico dei partiti in Italia. Una situazione a cui, secondo Strasburgo, è &#8220;urgente&#8221; porre rimedio.</p>
<p>Nel documento elaborato dalla commissione &#8216;Greco&#8217; (Groupe d&#8217;Etats Contre la Corruptione, il braccio anti-corruzione dell&#8217;organizzazione paneuropea), si sottolinea che &#8220;la maggiore debolezza&#8221; del sistema sta nei controlli. Il ruolo che i cittadini possono svolgere è &#8220;molto limitato&#8221; e quello esercitato dalle autorità pubbliche è &#8220;molto frammentato, più formale che sostanziale&#8221;. Per questo, secondo Greco, in Italia si dovrebbe avviare un processo di riforma dei partiti cominciando da una chiara definizione del loro status legale. Inoltre, bisognerebbe introdurre il divieto generale per donazioni anonime e abbassare le soglie oltre la quale è obbligatorio rendere pubblica l&#8217;identità del donatore.</p>
<p>Tra il &#8217;94 e il 2008 i partiti politici hanno speso in totale 570 milioni di euro, ma i rimborsi ricevuti per le campagne elettorali sono stati 2,25 miliardi di euro. E&#8217; quanto sottolinea Greco nel rapporto sul finanziamento ai partiti pubblicato oggi evidenziando che alcuni partiti hanno ricevuto anche il 400% in più rispetto alle spese. Una discrepanza, spiega l&#8217;organismo di Strasburgo, dovuta al fatto che in Italia l&#8217;erogazione dei fondi è legata al numero di voti ottenuti e non alle spese sostenute.</p>
<p>La tempesta sulla Lega mette fretta ai partiti per una riforma del finanziamento. Pdl, Pd e Terzo Polo stanno ultimando il testo da presentare. Il presidente dei senatori Pd Finocchiaro avverte: &#8216;i partiti devono poter contare su risorse certe e pubbliche se no ci sarebbero solo partiti di &#8216;Paperonì o finanziamenti illecitì. E Bersani non ci sta a essere messo nel mucchio: &#8216;Da sempre il Pd certifica i bilanci&#8217;. Il quotidiano dei Vescovi Avvenire esorta alla celerità: &#8216;Ora ne&#8217; indugi né trucchì. Matteoli (Pdl) osserva: &#8216;Si puo&#8217; fare in fretta ma non potremmo accettare un decreto&#8217;. Gasparri ripete: &#8216;Iter brevissimo con l&#8217;ok in commissioné.</p>
<p>I magistrati della Corte dei Conti sono &#8220;nettamente contrari&#8221; ad una Autorità ad hoc per il controllo dei bilanci dei partiti. &#8220;L&#8217;esigenza di trasparenza può essere garantita dalla Corte dei Conti che da 150 anni&#8221; svolge controlli, dice all&#8217;ANSA il presidente dell&#8217;associazione dei magistrati della Corte Angelo Buscema. No a nuove Autorità per il controllo dei partiti, in particolare dell&#8217;utilizzazione dei finanziamenti pubblici. &#8220;Questa esigenza di trasparenza e chiarezza può essere garantita dalla Corte dei Conti che da 150 anni svolge questo tipo di controlli&#8221;, afferma il presidente dell&#8217;associazione Buscema, rilevando che la magistratura contabile &#8220;é già in grado di svolgere questo compito&#8221;. &#8220;Chiaramente &#8211; precisa &#8211; si tratterebbe di una garanzia in funzione ausiliaria del Parlamento&#8221;.</p>
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		<title>Bossi si scusa per Belsito ed i figli. Rosy Mauro non si dimette.</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 08:49:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p.paolopaoletti@libero.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Umberto Bossi si scusa con la base della Lega Nord per i &#8220;danni fatti&#8221; la partito da chi porta il suo nome, quindi si scusa per i figli. E al contempo grida al &#8220;complotto&#8221; contro il Carroccio convinto di una rapida ripartenza con un partito unito. Nella cornice della manifestazione dell&#8217;orgoglio leghista il senatur sigla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Umberto Bossi si scusa con la base della Lega Nord per i &#8220;danni fatti&#8221; la partito da chi porta il suo nome, quindi si scusa per i figli. E al contempo grida al &#8220;complotto&#8221; contro il Carroccio convinto di una rapida ripartenza con un partito unito. Nella cornice della manifestazione dell&#8217;orgoglio leghista il senatur sigla un nuovo patto con Bobo Maroni (rimarcato plasticamente da una lunga stretta di mano e da un doppio bacio sulla guancia tra i due) che annuncia l&#8217;anticipazione del congresso federale a giugno per individuare una &#8220;guida forte&#8221;. A Bergamo la platea è calda e non fa sconti. Chiede le &#8216;espulsioni&#8217;, grida &#8216;chi non salta Rosy Mauro e&#8221; e non esita a fischiare quando l&#8217;Umberto fa nomi che non vogliono sentire: l&#8217;ex tesoriere Francesco Belsito ma anche i figli del senatur. &#8220;Mi dispiace anche per i miei figli, li ho rovinati io &#8211; ha detto Bossi -, dovevo fare come Berlusconi mandarli a studiare all&#8217;estero, mandarli via per salvarli. Mi piange il cuore&#8221;. Un mea culpa che arriva nel giorno in cui Renzo ha rassegnato ufficialmente le dimissioni dal Consiglio regionale. Si è commosso il guerriero e ha provato a difendersi e attaccare insieme. Ha raccontato dell&#8217;arrivo di Belsito quando l&#8217;allora tesoriere Maurizio Balocchi era malato. E poi ha raccontato dei dubbi sugli investimenti.</p>
<p>&#8220;Andai a dirgli &#8216;sei matto&#8217;&#8221; a investire a Cipro &#8220;dove investe la mafia&#8221;, ha aggiunto. Però quando ha parlato di &#8220;complotto&#8221; circa le inchieste giudiziarie sono partiti i fischi. Invece tutti si sono infiammati quando ha parlato di unità perché &#8220;la lega perde solo quando si divide &#8211; ha ripetuto il senatur -. Se siamo uniti non c&#8217;é santo che tenga&#8221;. &#8220;La cosa principale che dobbiamo decidere questa sera &#8211; ha aggiunto &#8211; è un giuramento su chi deve dirigere la Lega, perché non ci siano più discussioni né divisioni&#8221;. A giudicare dalla platea in pole position c&#8217;é, e di gran lunga, Roberto Maroni. Chi si aspettava una vera incoronazione stasera è rimasto deluso. Ma comunque non dovrà aspettare molto: il congresso federale per scegliere il nuovo segretario, che inizialmente si pensava di svolgere a ottobre, sarà, appunto, anticipato a giugno, dopo i congressi nazionali, &#8220;per dare una guida salda e forte &#8211; ha detto l&#8217;ex ministro dell&#8217;Interno &#8211; al movimento&#8221;. E&#8217; stato proprio lui a parlare a nome dei triumviri che reggono il partito da quando Bossi si è dimesso da segretario (oltre a Maroni, Roberto Calderoli e Manuela Dal Lago). E ha ripetuto il suo slogan: pulizia che però non vuol dire epurazioni. &#8220;Chi sbaglia paga &#8211; ha sottolineato &#8211; ma nessuna caccia alle streghe. Però dobbiamo finirla con complotti e cerchi magici&#8221;.</p>
<p>D&#8217;altronde ha ricordato che lui stesso avrebbe motivi di rancore, dato che 15 anni fa è stato &#8220;oggetto di un tentativo di espulsione&#8221;. Questa volta però delle espulsioni ci saranno: giovedì prossimo al congresso federale quella dell&#8217;ex tesoriere Francesco Belsito. E poi c&#8217;é la questione Rosy Mauro, la vicepresidente del Senato che rifiuta di dimettersi e che la base vede a dir poco come il fumo negli occhi. &#8220;Ci penserà la Lega a dimetterla&#8221; ha promesso aggiungendo che &#8220;così finalmente forse potremo avere un sindacato padano vero&#8221;. Chi Maroni è stato attento a non accusare mai è Umberto Bossi. &#8220;Non c&#8217;entra &#8211; lo ha difeso &#8211; ma ha fatto un gesto di grande dignità&#8221;. Adesso, a partire da stasera si va avanti, ad esempio dando i soldi alle sezioni del partito. &#8220;Possiamo farcela&#8221;, è convinto Maroni, se c&#8217;é &#8220;pulizia e unità, senza polemiche fra noi. Chi rompe le balle, fuori dalle balle&#8221;.</p>
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		<title>Time candida Monti, Draghi e Marchionne nei primi 100 del 2012.</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 08:43:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p.paolopaoletti@libero.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il premier Mario Monti, il presidente della Bce, Mario Draghi e l&#8217;Ad di Fiat Chrysler, Sergio Marchionne, sono i tre italiani che compaiono nella prima lista dei personaggi in lizza per diventare l&#8217;uomo dell&#8217;anno, secondo la prestigiosa rivista Time. La lista finale, dei top 100, sarà diffusa martedì 17 aprile. In questo primo elenco, guidato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il premier Mario Monti, il presidente della Bce, Mario Draghi e l&#8217;Ad di Fiat Chrysler, Sergio Marchionne, sono i tre italiani che compaiono nella prima lista dei personaggi in lizza per diventare l&#8217;uomo dell&#8217;anno, secondo la prestigiosa rivista Time.</p>
<p>La lista finale, dei top 100, sarà diffusa martedì 17 aprile. In questo primo elenco, guidato da Anonymous, compaiono sportivi come Lionel Messi e Novak Djokovic, leader mondiali come Obama, Putin e Aung San Suu Kyi , star dello spettacolo come Lady Gaga.</p>
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		<title>Berlusconi politico più ricco: oltre 48 milioni di euro, +20% sul 2010!</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 21:12:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p.paolopaoletti@libero.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al primo posto, sul podio dei parlamentari più ricchi, c&#8217;é sempre lui: Silvio Berlusconi che nella dichiarazione dei redditi del 2011 denuncia ben 8 milioni di euro in più (circa il 20% in più) dell&#8217;anno precedente: 48.180.792 (contro i 40.897.004 del 2010). Al secondo posto, si piazza a sorpresa un deputato del Pdl eletto nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al primo posto, sul podio dei parlamentari più ricchi, c&#8217;é sempre lui: Silvio Berlusconi che nella dichiarazione dei redditi del 2011 denuncia ben 8 milioni di euro in più (circa il 20% in più) dell&#8217;anno precedente: 48.180.792 (contro i 40.897.004 del 2010). Al secondo posto, si piazza a sorpresa un deputato del Pdl eletto nella circoscrizione &#8216;C&#8217; (America settentrionale e centrale): Amato Berardi. Di origine molisana, Berardi dichiara, nel 2011, 4.070.000 dollari, cioé 3.092.105 euro. Seguono, il &#8216;re delle cliniche&#8217; Antonio Angelucci (Pdl) con 1.769.455 euro (decisamente in calo rispetto al 2010 quando dichiarò al fisco 6,1 milioni di euro); l&#8217;avvocato civilista e presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera, Donato Bruno (Pdl), con 1.751.830 (che nel 2010 dichiarava 570.356 euro); la penalista e presidente della commissione Giustizia di Montecitorio, Giulia Bongiorno con 1.720.936 euro. Nella &#8216;top ten&#8217; ci sono altri avvocati tra cui Giuseppe Consolo (Fli) con 1.630.674 e Maurizio Paniz con 1.482.270. A Palazzo Madama, invece, è il senatore a vita e presidente del Consiglio Mario Monti ad aggiudicarsi la &#8216;palma d&#8217;orò con 1.513.03 euro. Distanziato di poco da Umberto Veronesi (Pd) con 1.484.099 euro. Tra i vertici dei due rami del Parlamento ad avere &#8216;la meglio&#8217; è il numero uno del Senato Renato Schifani. Lui ha un reddito imponibile di 223.939 euro (lo scorso anno ne dichiarava 229.918). Mentre il suo omologo alla Camera, Gianfranco Fini ne ha 201.115 (ne denunciava 186.563 euro).</p>
<p>Tra i leader di partito, dopo Fini, al secondo posto si piazza Antonio Di Pietro con 182.207 euro. Al terzo, Angelino Alfano che, denunciando al fisco 169.317 euro, è comunque il più &#8216;ricco&#8217; tra &#8216;ABC&#8217;. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani dichiara, infatti, 136.885 euro, mentre Pier Ferdinando Casini 116.986. Quest&#8217;ultimo però è molto attivo in borsa. Vende e compra azioni in tutto il mondo. Dalla dichiarazione dei redditi del 2011, riferibile al 2010, tra le altre, risultano &#8216;cedute&#8217; 1.525 azioni di Unicredit e acquistate 967 di Intesa Sanpaolo. Seguono poi il presidente dell&#8217;Api Francesco Rutelli con 131.252 e Umberto Bossi con 124.871. I tre capigruppi più &#8216;facoltosi&#8217; sono tutti alla Camera: in testa c&#8217;é Siegfried Brugger (Minoranze linguistiche) con 238.091 euro di imponibile; poi il presidente dei deputati Pd, Dario Franceschini, con 225.854 euro; terzo, Silvano Moffa, di Popolo e Territorio con 167.132. Il &#8216;primo&#8217; di Palazzo Madama è invece Pasquale Viespoli (Coesione Nazionale) con 154.515 euro. Il più &#8216;povero&#8217; di tutti è il presidente dei senatori Idv Felice Belisario con 92.756 euro.</p>
<p>E se quella degli &#8216;avvocati&#8217; è la categoria più &#8216;facoltosa&#8217; tra i parlamentari, decisamente in ribasso sono le &#8216;quotazioni&#8217; del legale dell&#8217;ex premier Berlusconi: Niccolò Ghedini. Nella dichiarazione dei redditi del 2010 &#8216;esibiva&#8217; un imponibile di 1.297.118 euro. Ora di &#8216;appena&#8217; 993.901 euro. Migliore la situazione per l&#8217;altro difensore del Cavaliere: Piero Longo. Nel 2010 denunciava 530.847 euro, ora 677.907 euro. Tra i &#8216;tesorieri&#8217; di partito, i primi due posti spettano a quello del Pdl Rocco Crimi con 377.914 euro e a Luigi Lusi, l&#8217;ex custode dei &#8216;tesori&#8217; della Margherita accusato di aver sottratto alle casse del partito 13 milioni di euro. Il suo imponibile è di 304.926. Mentre tra i senatori a vita, oltre a Monti, il reddito più alto è quello dell&#8217;ex Capo di stato Carlo Azeglio Ciampi con 691.832 euro. Il deputato meno &#8216;abbiente&#8217; è Luigi Muro (Fli), ma solo perché entrato da &#8216;poco&#8217; a Montecitorio. Il suo imponibile &#8216;ammonta&#8217; a 26.027 euro. Poco meno di quello di un&#8217;altra &#8216;new entry&#8217;: Roberto Marmo (Popolo e Territorio). Quest&#8217;ultimo approda alla Camera il 18 maggio 2011 in sostituzione di Marco Botta e denuncia un reddito di 29.185 euro. Al posto delle azioni però preferisce le quote di una Cantina sociale, quella di Canelli, di cui è presidente.</p>
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		<title>Recsssione, giù la spesa famiglia: -1,5. Italia tornata ai livelli di 30 anni fa.</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 07:22:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p.paolopaoletti@libero.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caro-benzina, trasporti, energie e pressione fiscale limano all&#8217;osso i budget delle famiglie. E i consumi si riducono ancora, a livello di spesa procapite si torna ai livelli di 30 anni fa. Lo segnala un report di Intesa Sanpaolo dedicato al settore agroalimentare. Nel 2011 gli italiani hanno tagliato la spesa per cibi, bevande e tabacco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro-benzina, trasporti, energie e pressione fiscale limano all&#8217;osso i budget delle famiglie. E i consumi si riducono ancora, a livello di spesa procapite si torna ai livelli di 30 anni fa. Lo segnala un report di Intesa Sanpaolo dedicato al settore agroalimentare. Nel 2011 gli italiani hanno tagliato la spesa per cibi, bevande e tabacco dell&#8217;1,5%. &#8220;Si deve tornare ai primi anni &#8217;80 per scendere sotto i 2.400 euro annui destinati al comparto agroalimentare &#8211; dice il rapporto presentato oggi a Firenze nel corso di un convegno Agriventure &#8211; si tratta in parte di un trend strutturale legato al minor consumo di alcune voci (come il tabacco) ma che segnala anche le evidenti difficolta&#8217; del consumatore italiano che, a fronte delle tensioni sul mercato del lavoro e del reddito disponibile, riduce ulteriormente gli sprechi e modera gli acquisti anche in un comparto dai bisogni poco comprimibili come l&#8217;alimentare&#8221;.</p>
<p>Non andrà meglio nel 2012. &#8220;L&#8217;incremento della disoccupazione unito agli effetti delle manovre di correzione dei conti pubblici sulle famiglie fanno prevedere per il 2012 una nuova riduzione dei consumi delle famiglie italiane&#8221;, afferma ancora il report. Sebbene concentrata in particolare sui beni durevoli (ad elevato prezzo unitario) dove gli acquisti saranno limitati alle sostituzioni, tale riduzione potrebbe nuovamente interessare anche il settore agroalimentare, come già nel biennio 2008-09 e nel 2011. Le famiglie italiane continueranno infatti, ad essere molto prudenti negli acquisti, ricercando di volta in volta le occasioni migliori per massimizzare il benessere a fronte di risorse reddituali sempre più scarse&#8221;. Anche l&#8217;Istat certifica l&#8217;ulteriore stretta del portafoglio delle famiglie nel quarto trimestre 2011 in calo dello 0,7%. Un allarme che la corsa senza fine del costo della benzina trasforma in una &#8220;emergenza nazionale&#8221; per il Codacons. Le associazioni agricole confermano: &#8220;il &#8216;pieno&#8217; per un&#8217;auto di media cilindrata ha superato i 93 euro, provocando un effetto valanga sulla spesa in un Paese dove l&#8217;88% delle merci viaggia su strada&#8221; dice la Coldiretti sottolineando che la benzina ormai costa più di un chilo di arance, di pasta o di un litro di latte fresco. &#8220;I continui rincari da un lato spingono ancora più in alto il prezzo del pieno; dall&#8217;altro stravolgono il carrello della spesa degli italiani&#8221; dice la Cia che calcola in 200 euro annui il rincaro sul budget familiare. Se lo scenario del mercato interni è depresso, a spingere l&#8217;agroalimentare (che nel 2011 ha messo a segno +11% di fatturato), più promettente appare l&#8217;export sui mercati esteri dove, dice il Report, il made in Italy dovrebbe fare ancora centro.</p>
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		<title>UE, patto bilancio: Merkel, storico! Spagna subito out. Moody&#8217;s: Grecia Ca</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Mar 2012 09:49:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p.paolopaoletti@libero.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;agenzia internazionale Moody&#8217;s taglia il rating della Grecia a &#8216;spazzatura&#8217;, abbassandolo a C da Ca. &#8220;La decisione è legata alla proposta&#8221; di ristrutturazione del debito della Grecia che impone &#8220;perdite per gli investitori di oltre il 70%, e ciò è in linea con i criteri di Moody&#8217;s per un rating C&#8221; si legge in una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;agenzia internazionale Moody&#8217;s taglia il rating della Grecia a &#8216;spazzatura&#8217;, abbassandolo a C da Ca.<br />
&#8220;La decisione è legata alla proposta&#8221; di ristrutturazione del debito della Grecia che impone &#8220;perdite per gli investitori di oltre il 70%, e ciò è in linea con i criteri di Moody&#8217;s per un rating C&#8221; si legge in una nota di Moody&#8217;s. Nei giorni scorsi Standard &#038; Poor&#8217;s ha tagliato il rating della Grecia a &#8220;default selettivo&#8221; mentre Fitch l&#8217;ha ridotto a C da CCC prevedendo un &#8220;default nel breve termine&#8221;.</p>
<p>UE, FIRMATO PATTO BILANCIO. ORA CRESCERE! Il Patto di bilancio, o &#8216;fiscal compact&#8217;, è firmato. Basta con gli sforamenti di deficit che hanno ingigantito i debiti nazionali e portato la speculazione internazionale a scommettere sul crollo dell&#8217;euro. Ma la tranquillità dura poche ore: il rigore è già messo in dubbio dalla Spagna, che annuncia lo sforamento del deficit nel 2012. L&#8217;Europa comunque non vuole più pensare solo all&#8217;austerity e cerca di far partire la &#8216;fase 2&#8242;: far nascere quello che il premier Monti ha battezzato come &#8220;economic compact&#8221;.</p>
<p>E&#8217; questa la conclusione dei due giorni di summit dedicato alla crescita. Per uscire dalla &#8220;moderata recessione&#8221; in cui è finita la Ue, i 27 leader hanno concordato di completare il mercato unico, scatenare la lotta all&#8217;evasione fiscale a livello continentale con tanto di accordi comuni con &#8220;i paesi terzi&#8221; (intesi come Svizzera e altri paradisi fiscali), lanciare i &#8216;project bond&#8217; per finanziare le infrastrutture già a giugno, andare avanti con la Tobin Tax ed il regolamento per depotenziare le agenzie di rating, alleggerire il carico burocratico per favorire Pmi e microimprese che rappresentano il 90% dell&#8217;economia europea. Tutti provvedimenti e idee contenute nelle oltre 9 pagine dedicate alla &#8220;politica economica&#8221; nelle conclusioni del summit, peraltro freneticamente riscritte la notte scorsa per recepire gran parte delle proposte di stampo liberale contenute nella &#8216;lettera dei 12&#8242; promossa da David Cameron e sostenuta soprattutto da Italia e Olanda. Proposte indigeste, &#8220;per il 10-15%&#8221;, secondo Sarkozy, per Francia e Germania. Il grosso, però, è passato. Angela Merkel non è arrivata ai livelli di entusiasmo elettorale di Sarkozy (&#8220;abbiamo voltato pagina&#8221;) e pensa che &#8220;non siamo ancora fuori dal tunnel&#8221; per la crisi del debito, ma ha definito &#8220;una pietra miliare&#8221; la firma da parte di 25 capi di Stato e di governo &#8211; nonostante il &#8216;no&#8217; di Londra e Praga &#8211; del &#8216;fiscal compact&#8217;.</p>
<p>I 17 dell&#8217;Eurozona, più Svezia, Danimarca ed i 6 paesi dell&#8217;Est, in apertura di seconda giornata di vertice (il primo &#8220;non di crisi&#8221; dal 2011) si sono seduti ad un tavolo ovale in una sala separata nel palazzone Justus Lipsius che ospita il Consiglio Europeo a Bruxelles. In ordine alfabetico di paese hanno firmato il &#8216;contratto&#8217; che rinserra i vincoli di rigore. E obbliga a mettere in costituzione l&#8217;obbligo a rispettare di regola il pareggio di bilancio (massimo sforamento ammesso lo 0,5% del Pil) e a riportare in 20 anni i debiti pubblici entro il limite &#8216;sostenibile&#8217; del 60% del Pil. Il primo a dire che serviva un &#8216;fiscal compact&#8217; (definito a suo tempo &#8220;un accordo politico con regole&#8221;) per uscire dalla crisi fu Mario Draghi il primo dicembre davanti al Parlamento europeo. Otto giorni dopo, in uno dei vertici più drammatici della storia europea, la Gran Bretagna pose il veto alla modifica dei Trattati di Lisbona chiesta dalla Germania. Merkel, che lo considerava indispensabile per aprire la borsa della solidarietà finanziaria e mettere l&#8217;Europa al riparo da future crisi, e Sarkozy, che non voleva piegarsi al no di Cameron, decisero di tirare dritto. Bastò il varo dell&#8217;idea per convincere la Bce ad inondare le banche europee di liquidità, 1.019 miliardi di euro prestati all&#8217;1% per tre anni tra il 21 dicembre ed il 29 febbraio. C&#8217;é voluto poco più di un mese &#8211; velocità supersonica per l&#8217;Ue &#8211; per scrivere il nuovo trattato intergovernativo che, secondo Van Rompuy, &#8220;ristabilisce la fiducia nell&#8217;Unione monetaria ed economica&#8221;. A disegnare un punto interrogativo sulla reale efficacia del Trattato ha però provveduto lo spagnolo Rajoy. Che appena finito il vertice ha rivendicato il diritto di sforare addirittura del 5,8%, altro che 0,5%. Anche la &#8220;virtuosa&#8221; Olanda è al 4,5%, ma almeno Rutte ha promesso che farà i compiti a casa. Per Van Rompuy le ratifiche (necessarie 12 perché il Trattato entri in vigore) arriveranno presto. Ma dopo aver avuto paura di crollare per Atene, l&#8217;Eurozona ora guarda con preoccupazione a Madrid.</p>
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		<title>Atene, riforme e fiamme. Borse su, spead sotto 360: in Italia era così.</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 09:53:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p.paolopaoletti@libero.it</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia e Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre Atene era in fiamme, il Parlamento ellenico ha votato stanotte a favore della legge che introduce le nuove, durissime misure di austerità ed apre la strada a un nuovo prestito dal 130 miliardi di euro concordato con la troika, vitale per salvare l&#8217;economia ellenica dal collasso. Il drammatico voto (199 Sì, 74 No, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre Atene era in fiamme, il Parlamento ellenico ha votato stanotte a favore della legge che introduce le nuove, durissime misure di austerità ed apre la strada a un nuovo prestito dal 130 miliardi di euro concordato con la troika, vitale per salvare l&#8217;economia ellenica dal collasso. Il drammatico voto (199 Sì, 74 No, con 278 deputati presenti) al termine di ore di dibattito, è avvenuto in un edificio assediato da migliaia di manifestanti e da violentissimi scontri tra polizia e gruppi di Black Bloc, che nel corso della protesta hanno dato alle fiamme palazzi, cinema, bar e banche. Mai ad Atene, una città che ha conosciuto molte dimostrazioni violente, una protesta aveva avuto conseguenze così devastanti. I palazzi ardevano ancora, a notte tarda. Il voto era stato preceduto dagli interventi dei massimi leader politici, da Giorgos Papandreou (Pasok) a Antonis Samaras (Nea Dimokratia), che avevano lanciato forti appelli alla compattezza e al Sì alla legge che contiene i tre articoli (misure di austerità, via libera a negoziato per riduzione debito, ok alla richiesta del prestito). E che, al termine della votazione hanno &#8216;cacciato&#8217; 40 dei loro parlamentari che non hanno aderito all&#8217;appello. A chiudere il dibattito, prima del voto, era stato il premier Lucas Papademos, che ha innanzitutto condannato le violenze affermando che &#8220;il vandalismo e la distruzione non hanno un posto nella democrazia&#8221;, ha invitato tutti alla calma. </p>
<p>&#8220;E&#8217; l&#8217;ora delle decisioni&#8221;, ha poi affermato il premier, aggiungendo che &#8220;abbiamo davanti un piano che ci aiuterà ad uscire dalla crisi economica&#8221;. Il premier aveva ripetuto che una decisione sbagliata del voto sul piano avrebbe portato a un &#8220;catastrofico default, all&#8217;isolamento e all&#8217;uscita dall&#8217;euro&#8221;. Papademos aveva quindi notato che &#8220;la ragione principale di questa crisi è che lo stato greco, per molti anni, ha speso più di quel che incassava&#8221;. Negli ultimi due anni, ha quindi aggiunto, la Grecia ha riguadagnato un terzo della produttività che aveva perso negli ultimi dieci anni. E ha ribadito che, se verranno attuate le misure e avviate le riforme, la Grecia dovrebbe tornare a crescere nella seconda metà del 2013. Intanto nella capitale greca si rincorrono voci su un possibile, imminente, rimpasto di governo. Il voto è giunto al termine di una giornata segnata dalle violenze, ma anche dalla protesta di decine di migliaia di persone di ogni settore della società greca contro i nuovi tagli nella piazza Syntagma ma anche altrove nel Paese. La situazione è precipitata attorno alle 17, una colonna di manifestanti attrezzati con passamontagna e maschere antigas, che issavano le bandiere rosse e nere degli anarchici (nessuno qui li chiama Black Bloc, ma si somigliano in tutto e per tutto), è arrivata lungo la centralissima via Stadiou e ha puntato diretta al cordone di polizia. E&#8217; stato il pandemonio, violentissimo, nel giro di pochi minuti. Ordigni artigianali fatti con bombolette di gas e molotov sono volati contro gli agenti, un attacco contro il quale la polizia ha risposto con cariche e lacrimogeni. La piazza è stata scossa da boati che venivano uditi anche all&#8217;interno del Parlamento, dove a un certo punto è entrato anche il fumo acre dei gas. La folla si è in gran parte spostata dalla piazza, dove in serata è però tornata (nel bel mezzo degli scontri è stata anche notata la presenza del compositore ed attivista politico Mikis Theodorakis, 88 anni, che ha detto che Il Parlamento &#8220;sta votando la morte della Grecia)), mentre gli scontri si frammentavano. Battaglie corpo a corpo nella via dello shopping Ermou, fuochi in terra ovunque, scontri nella parte di Syntagma più lontana dal parlamento, fermate dei bus date alle fiamme in via Panepistimiou, bloccata da ogni sorte di oggetto, poi dato alle fiamme. I feriti, secondo fonti ospedaliere, sono stati una sessantina, tra dimostranti ed agenti. Non è stato precisato il numero degli arrestati, si parla di una quarantina di persone. Poi, gli incendi, mentre continuavano gli scontri nel centro cittadino. Non sono note nel dettaglio le misure di austerità: nel piano ci sono di certo il taglio di 15.000 addetti nel settore pubblico, liberalizzazioni delle leggi sula lavoro e taglio dello stipendio minimo da 751 a 600 euro al mese, mandato per il negoziato con le banche per il taglio del debito. Il voto apre la strada a quei 130 miliardi, senza i quali la Grecia non potrebbe pagare il prossimo 20 marzo gli interessi sul debito, che ammontano a 14,5 miliardi. Ma anche alla possibilità di usufruire di 35 miliardi di prestiti dal fondo temporaneo salva-Stati Efsf, che andranno ad aggiungersi ai 4,5 miliardi dei ricavi dalle privatizzazioni e ai risparmi.</p>
<p>ITALIA HA RISCHIATO COME GRECIA. &#8220;I giovani greci non dovrebbero protestare contro l&#8217;Europa ma contro chi li ha governati per venti anni e non gli ha detto che i conti non erano quelli veri. Rischiavamo anche noi di fare la stessa fine della Grecia perché non abbiamo a un certo punto confrontato i numeri con quello che ci sarebbe piaciuto fare, quello che raccontavamo non aveva fondamento nei numeri&#8221;. Così il ministro dell&#8217;Ambiente Corrado Clini, ospite ad Agorà su Rai Tre. &#8220;Il conflitto che a un certo momento c&#8217;é stato nella politica italiana &#8211; ha aggiunto il Ministro &#8211; era in qualche modo simile. In Italia non ci sono stati bilanci truccati, quanto la mancanza di decisioni riguardo ad una situazione di bilancio che stava diventando, come è diventata, al limite della capacità di reazione. Ora abbiamo bisogno come europei di agganciare la Grecia, come dobbiamo fare per l&#8217;Italia, a un trend di crescita e a un trend di competitività&#8221;.</p>
<p>CINA. La Cina ritiene che si sia arrivati ad un &#8220;momento cruciale&#8221; per la soluzione della crisi dei debiti sovrani dell&#8217;Europa. Lo ha detto oggi il portavoce del Ministero degli Esteri, Liu Weimin. Pechino, ha aggiunto, è &#8220;preoccupata&#8221; per la situazione. Le dichiarazioni di Liu vengono subito dopo l&#8217; accettazione del piano di austerità da parte del governo greco e alla vigilia del vertice tra Unione Europea e Cina, che si svolgerà domani a Pechino.</p>
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		<title>La Grecia fa cadere le borse europee. Lo spread risale a 370, Milano &#8211; 1.76%.</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 15:47:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p.paolopaoletti@libero.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le Borse europee tornano a cadere, l&#8217;euro accelera al ribasso e lo spread tra i titoli di Stato italiano sul Bund tedesco risale a 370 punti. E a scatenare le tensioni sui mercati internazionali e&#8217;, in primis, l&#8217;acuirsi della crisi in Grecia, dove la destra estrema al Governo ha deciso di non firmare il piano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le Borse europee tornano a cadere, l&#8217;euro accelera al ribasso e lo spread tra i titoli di Stato italiano sul Bund tedesco risale a 370 punti. E a scatenare le tensioni sui mercati internazionali e&#8217;, in primis, l&#8217;acuirsi della crisi in Grecia, dove la destra estrema al Governo ha deciso di non firmare il piano di austerita&#8217; e di dimettersi, mentre nelle piazze la violenza aumenta. In questo scenario la Borsa di Atene e&#8217; precipitata (-4,68%), mentre i listini del Vecchio Continente hanno perso mediamente un punto percentuale (Stoxx 600 -0,9%): Milano ha ceduto l&#8217;1,76%, Parigi l&#8217;1,51%, Francoforte l&#8217;1,41 e Londra lo 0,73 per cento. Il tutto mentre Wall Street si avvia al traguardo di fine seduta con gli indici in rosso.</p>
<p>&#8221;Gli investitori hanno preferito prendere profitto in scia all&#8217;incertezza che ruota intorno alla Grecia e in vista del weekend&#8221;, ha commentato Vincenzo Longo, market strategist di IG Markets. &#8221;In ogni caso riteniamo che questi eventi possano dare avvio a una correzione dopo la lunga corsa dei listini. E&#8217; comunque ancora presto per dire che il bullish market sia terminato&#8221;. Sul fronte macro, poi, il dato preliminare di febbraio sulla fiducia dei consumatori dell&#8217;Universita&#8217; del Michigan si e&#8217; attestato in calo a 72,5 punti dai 75 di gennaio. Si ampliato anche il deficit commerciale statunitense di dicembre, salito a 48,8 miliardi di dollari dai 47,1 di novembre. A pesare sul dato e&#8217; stato l&#8217;aumento delle importazioni di prodotti non petroliferi. &#8221;Siamo sempre piu&#8217; convinti che l&#8217;economia dell&#8217;area euro potrebbe finire in recessione nella prima meta&#8217; dell&#8217;anno in corso sulla scia anche delle avverse condizioni climatiche dei primi mesi di gennaio e febbraio&#8221;, ha proseguito Longo. Sugli altri mercati, mentre l&#8217;euro e&#8217; sceso in area 1,3170 dollari, il ritorno dei timori per la situazione ellenica ha fatto risalire lo spread Btp-Bund a 370 punti dopo aver toccato un minimo da settembre a quota 343. Secondo gli esperti, comunque, il mercato governativo si sta lentamente stabilizzando.</p>
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		<title>FMI, l&#8217;Italia non può farcela da sola: riforme strutturali e firewall europeo.</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 17:38:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p.paolopaoletti@libero.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;Italia non ce la può fare da sola&#8221;: lo ha detto il direttore del Dipartimento degli affari di bilancio dell&#8217;Fmi, Carlo Cottarelli, sottolineando come sia più che mai necessario rafforzare il sistema anticrisi a livello europeo. Bene &#8220;la forte correzione dei conti&#8221; fatta dal governo: &#8220;Ora servono le riforme strutturali&#8221;. &#8220;L&#8217;Italia ha tre cose che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;Italia non ce la può fare da sola&#8221;: lo ha detto il direttore del Dipartimento degli affari di bilancio dell&#8217;Fmi, Carlo Cottarelli, sottolineando come sia più che mai necessario rafforzare il sistema anticrisi a livello europeo. Bene &#8220;la forte correzione dei conti&#8221; fatta dal governo: &#8220;Ora servono le riforme strutturali&#8221;.</p>
<p>&#8220;L&#8217;Italia ha tre cose che deve fare. La prima è l&#8217;aggiustamento di bilancio, che già sta facendo a giusta velocità, con l&#8217;avanzo primario che migliorerà di oltre il 3 punti percentuali del pil quest&#8217;anno e &#8211; evidenzia Cottarelli &#8211; questo è un aggiustamento grande ma necessario. La seconda cosa sono le riforme strutturali, che l&#8217;Italia sta facendo, come mostrano le misure di liberalizzazione proposte dal premier Mario Monti. La terza cosa cosa va la di là di quello che Italia può fare da sola, ed è la necessità di un firewall dell&#8217;Europa più grande&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il pacchetto di misure approvato in dicembre&#8221;, del governo Monti, &#8220;aumenterà per l&#8217;1,25% del Pil il processo di risanamento di bilancio previsto per il 2012-2014, abbastanza per raggiungere il pareggio di bilancio il prossimo anno, in termini corretti per il ciclo&#8221;. E&#8217; quanto sostiene Fmi.</p>
<p>Il Fmi sottolinea che le nuove misure, insieme alle precedenti, faranno scendere la spesa annuale per le pensioni di 1,25 punti percentuali del Pil, la migliore performance fra le economie avanzate.</p>
<p>L&#8217;economia italiana si contrarrà nel 2012 del 2,2% e nel 2013 dello 0,6%. E&#8217; quanto prevede il Fondo Monetario Internazionale, che conferma le anticipazioni dell&#8217;ANSA della scorsa settimana, tagliando le stime di crescita dell&#8217;Italia di 2,5 punti percentuali per il 2012 e di 1,1 punti percentuali per il 2013.<br />
Il Fmi prevede che il Pil dell&#8217;area euro arretrerà dello 0,5% nel 2012, con una revisione al ribasso di 1,6 punti percentuali rispetto alle stime di settembre. Nel 2013 si tornerà alla crescita, con un rialzo dello 0,8% (-0,7 punti). Fra i grandi partner, il Pil della Germania crescerà dello 0,3% nel 2012 e dell&#8217;1,5% nel 2013 e quello della Francia dello 0,2% e dell&#8217;1%. Per la Spagna è atteso un -1,7% e -0,3%. Per l&#8217;economia globale i rischi al ribasso &#8220;si sono intensificati&#8221; e hanno registrato &#8220;una brusca escalation nel quarto trimestre del 2011, quando l&#8217;area euro è entrata in una nuova pericolosa fase&#8221;. Le previsioni per il breve periodo sono &#8220;notevolmente peggiorate&#8221;. E la &#8220;principale ragione&#8221; è da ricercare nella &#8220;crescente crisi dell&#8217;area euro che interagisce con fragilità finanziarie altrove&#8221;.</p>
<p>Il deficit italiano si attesterà al 2,8% del Pil nel 2012, per poi scendere al 2,3% nel 2013. La stima è del Fondo Monetario Internazionale che prevede un debito per l&#8217;Italia al 125,3% nel 2012 e al 126,6% nel 2013.</p>
<p>&#8220;I governi nazionali&#8221; nell&#8217;area euro hanno adottato &#8220;importanti passi per migliorare la stabilità macro-finanziaria. Dopo i cambi ai governi, l&#8217;Italia e la Spagna hanno annunciato misure per ridurre il deficit strutturale, migliorare il rapporto debito-pil nel medio termine e affrontare le rigidtà strutturali per migliorare le prospettive di crescita&#8221;. </p>
<p>MONDO FRENA, +3,3% PIL 2012; LIEVE RECESSIONE EURO  &#8211; L&#8217;economia mondiale frena con l&#8217;area euro che sperimenta una &#8220;lieve recessione&#8221; nel 2012. Il Fmi taglia le stime di crescita del pil mondiale al 3,3% quest&#8217;anno (-0,7 punti percentuali su settembre) e al 3,9% nel 2013. Il pil dell&#8217;area euro si contrarrà dello 0,5% nel 2012 (-1,6 punti) per crescere dello 0,8% nel 2013 (-0,7 punti).</p>
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		<title>Le liberalizzazioni vincono la crisi. Per l&#8217;Ocse su Pil (11%) e consumi (8%).</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 19:41:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p.paolopaoletti@libero.it</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia e Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Le disposizioni consentiranno, nel breve periodo, di traghettare l&#8217;economia nazionale fuori dalla spirale recessiva e possibilmente, nel medio-lungo periodo, di allinearla ai ritmi di crescita dei partners europei e internazionali&#8221;. Lo si legge nel comunicato del cdm, disffuso oggi, dopo il varo del decreto liberalizzazioni. Con le norme sulle liberalizzazioni e le riduzioni delle rendite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Le disposizioni consentiranno, nel breve periodo, di traghettare l&#8217;economia nazionale fuori dalla spirale recessiva e possibilmente, nel medio-lungo periodo, di allinearla ai ritmi di crescita dei partners europei e internazionali&#8221;. Lo si legge nel comunicato del cdm, disffuso oggi, dopo il varo del decreto liberalizzazioni.<br />
Con le norme sulle liberalizzazioni e le riduzioni delle rendite nel settore dei servizi al livello medio degli altri Paesi euro il prodotto interno lordo potrebbe salire dell&#8217;11%, i consumi dell&#8217;8% e i salari reali di quasi il 12% senza effetti negativi sull&#8217;occupazione.<br />
&#8220;Analisi condotte dall&#8217;Ocse &#8211; si legge nella nota del Cdm diffusa oggi &#8211; evidenziano come l&#8217;adozione di misure di liberalizzazione che conducano a livelli di regolamentazione del settore dei servizi simili a quelli dei Paesi con i migliori standard produrrebbero una crescita significativa della produttività totale dei fattori nei settori che impiegano tali servizi quantificabile in oltre 10 punti percentuali. Altri studi sulla materia &#8211; prosegue la nota &#8211; indicano che con una riduzione delle rendite nel settore dei servizi a livello medio degli altri Paesi dell&#8217;euro si assocerebbe, nel medio periodo, a un aumento del prodotto dell&#8217;11%; il consumo privato e l&#8217;occupazione crescerebbero fino all&#8217;8%, gli investimenti del 18%, i salari reali di quasi il 12% senza effetti negativi sull&#8217;occupazione&#8221;.<br />
&#8220;L&#8217;apertura al mercato, incidendo in modo diretto sulle politiche aziendali delle imprese (quelle di grandi dimensioni, ma anche quelle piccole) è in grado di determinare una sensibile riduzione dei prezzi, con vantaggi evidenti per i consumatori&#8221;.</p>
<p>&#8221;Le liberalizzazioni sono sacrosante&#8221;. Lo ha detto il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia al convegno della Fondazione Italcementi.&#8221;E&#8217; tema fondamentale che finalmente e&#8217; stato portato avanti &#8211; ha detto &#8211; Ci saranno gli strilli: lasciamoli strillare l&#8217;importante e&#8217; che il governo vada avanti per questa strada&#8221;.</p>
<p>&#8221;Apprezziamo lo sforzo del governo di aver portato avanti il tema molto caro, che e quello delle liberalizzazioni&#8221;. Lo ha detto Angelino Alfano, segretario del Pdl, nel corso di un incontro di partito a Padova. &#8216;Siamo a favore delle liberalizzazioni &#8211; ha aggiunto &#8211; con l&#8217;obiettivo che queste facciano un buon servizio al cittadino e riducendo i costi e offrendo servizi migliori. Se queste saranno in grado di centrare questo obiettivo, non solo ne saremo ben lieti, ma le sosterremo in Parlamento&#8221;.<br />
21 gennaio 2012<br />
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Dopo una riunione durata 8 ore il Consiglio dei Ministri ha approvato il pacchetto sulle liberalizzazioni.</p>
<p>MONTI: Quella approvata oggi dal cdm non e solo una grande azione economica ma anche, una grande azione sociale&#8221;. Lo ha detto il presidente del consiglio, sottolineando che &#8220;rientra tra i tre temi del rigore, dell&#8217;equità e della crescita&#8221;</p>
<p>&#8216;PER NAPOLITANO CORPOSE-INCISIVE&#8217;  &#8211; Tra i giudizi &#8220;che ci hanno incoraggiato in questo percorso difficile di riforme: uno è del Capo dello Stato, come sempre attento e per noi di grandissimo incoraggiamento che ha dichiarato cortesemente che è un provvedimento corposo e incisivo&#8221;. Lo ha detto il premier Mario Monti in conferenza stampa sulle liberalizzazioni</p>
<p>&#8216;LIBERALIZZAZIONI NON GIUNGLA MA REGOLE MERCATO&#8217;  &#8211; &#8220;Concorrenza e liberalizzazioni non significa introdurre un po&#8217; più di giungla per favorire l&#8217;economia ma, nella nostra visione, eliminare barriere soprattutto per i giovani, ma anche una rigorosà attività di limitazione dei poteri pubblici con regole di mercato, a iniziare dal garante antitrust&#8221;.Lo ha detto il premier Monti</p>
<p>&#8216;CON LIBERALIZZAZIONI TOGLIAMO A ITALIANI TASSE OCCULTE&#8217;  &#8211; Con le liberalizzazioni &#8220;stiamo cercando di fornire agli italiani una liberazione dalle tasse occulte&#8221; e cioé da quei &#8220;prezzi e tariffe che vengono imposte da chi ha posizioni di privilegio&#8221;. Lo ha detto il premier Mario Monti spiegando che ciò porterà anche ad una riduzione del costo della vita</p>
<p>&#8216;PROSSIMA SETTIMANA PACCHETTO SEMPLIFICAZIONI&#8217; &#8211; &#8220;La prossima settimana illustreremo il pacchetto semplificazioni&#8221;. Lo ha detto il presidente del consiglio Mario Monti dopo il cdm, ricordando che tra gli altri &#8220;cantieri di politica economica e sociale&#8221; c&#8217;é anche quello della riforma del mercato del lavoro su cui il &#8220;ministro Fornero avrà lunedì mattina una una riunione cui diversi ministri e io stesso per il lancio del dialogo con le parti sociali&#8221;. Mentre il ministro Barca è &#8220;attivamente impegnato sul temi della coesione territoriale&#8221;</p>
<p>RESTANO LICENZE PLURIME  &#8211; Nell&#8217;ultima bozza del decreto liberalizzazioni, per quanto riguarda i taxi, restano i punti più osteggiati da parte delle auto bianche. Sono infatti previste la possibilità di più licenze in capo a uno stesso soggetto nonché quella di esercitare il servizio al di fuori dell&#8217;area per la quale le licenze sono state rilasciate.</p>
<p>TOLTA ESTENSIONE CLASS ACTION  &#8211; Nell&#8217;ultima bozza del decreto liberalizzazioni, che l&#8217;ANSA è in grado di anticipare, è stato cancellato l&#8217;articolo 7, che prevedeva l&#8217;estensione del campo di applicazione delle class action</p>
<p>UNBUNDLING RETE FERROVIARIA TOLTO DA TESTO &#8211; L&#8217;unbundling della rete ferroviaria (Rfi) sparisce dall&#8217;ultima bozza del decreto liberalizzazioni che l&#8217;ANSA è in grado di anticipare. Il titolo dell&#8217;art.41, che nella precedente versione era appunto &#8216;unbundling nel trasporto ferroviario&#8217; diventa &#8216;misure per il trasporto ferroviario&#8217;. Nel testo è stata eliminata la parte che assegnava al Governo il compito di emanare un decreto sullo scorporo dopo l&#8217;analisi in materia da parte dell&#8217;Autorità dei trasporti,esame che invece rimane anche in questa versione</p>
<p>SALTA NORMA SU TRIVELLAZIONI  &#8211; Nell&#8217;ultima bozza del decreto liberalizzazioni, che l&#8217;ANSA è in grado di anticipare, è saltata la norma che, nella precedente versione, abbassava il limite delle trivellazioni in mare da 12 a 5 miglia dalle aree protette. Dal titolo del relativo articolo, il n.21, è stata tra l&#8217;altro eliminata la parola &#8216;offshore&#8217;. E&#8217; inoltre stato completamente cancellato l&#8217;art.22, che liberalizzava sostanzialmente la ricerca di idrocarburi</p>
<p>VIA VINCOLI A FARE IMPRESA  &#8211; Stop a tutti i lacci e vincoli che limitano l&#8217;avvio di una nuova impresa. Lo prevede l&#8217;ultimissima bozza di dl liberalizzazioni. Sono abrogate &#8220;le norme che prevedono limiti numerici, autorizzazioni, licenze, nulla osta o preventivi atti d&#8217;assenso della P.a per l&#8217;avvio di un&#8217;attività economica&#8221;</p>
<p>PASSERA, DA TUTTI MINISTRI CONTRIBUTO A CRESCITA  &#8211; Dopo questo primo intervento sulle liberalizzazioni e le infrastrutture &#8220;tutti i ministri contribuiranno alla crescita. Quella sostenibile che viene dal funzionamento del paese e dalla sua coesione&#8221;. Lo ha detto il ministro per lo Sviluppo Corrado Passera in conferenza stampa dopo il Cdm</p>
<p>DEBITI P.A., CI LAVORIAMO,MA VINCOLI BILANCIO  &#8211; Del pagamento dei debiti della P.A. &#8220;non si è parlato oggi in Cdm ma certamente è una cosa sulla quale c&#8217;é massima attenzione. Ci stiamo lavorando perché è chiaro che dobbiamo rispettare i vincoli di bilancio ma dobbiamo anche fare qualcosa&#8221;. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Corrado Passera</p>
<p>BENZINA, PIU&#8217; SELF SERVICE  &#8211; Le liberalizzazioni sui carburanti saranno &#8220;un elemento importante per ridurre i costi per i cittadini, favorire la concorrenza e rafforzare i distributori indipendenti&#8221;. Lo dice il ministro per lo Sviluppo Corrado Passera che annuncia misure per &#8220;favorire la nascita di self service e rafforzare gli operatori del settore con proventi da altre attività &#8220;.</p>
<p>CATRICALA&#8217;: &#8216;TOLTI GRANELLI SABBIA A MECCANISMO CLASS ACTION&#8217; &#8211; &#8220;Siamo intervenuti a tutela consumatori, tolto qualche granello di sabbia dagli ingranaggi della class action&#8221;. Si è inoltre intervenuti nei confronti delle clausole abusive. Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza, Antonio Catricalà, riferendosi al pacchetto liberalizzazioni</p>
<p>&#8216;VALUTATE IN CDM RAGIONI PROTESTE TAXI&#8217;  &#8211; &#8220;Abbiamo valutato attentamente in Cdm le ragioni della protesta&#8221; dei tassisti. &#8220;Su un punto abbiamo convenuto con loro: la concentrazione delle licenze in mano a un singolo puop&#8217; portare a dominanza. Quindi abbiamo tolto quella parte&#8221;. Lo ha detto il sotosegretario alla Presidenza Antonio Catricalà</p>
<p>&#8216;SE PIU&#8217; LICENZE TAXI CI SARA&#8217; COMPENSAZIONE&#8217;  &#8211; Se l&#8217;autorità per i trasporti deciderà di aumentare le licenze ci saranno &#8220;compensazioni tangibili per i tassisti che hanno licenza&#8221;. Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza, Antonio Catricalà, riferendosi alle novità del pacchetto liberalizzazioni</p>
<p>&#8216;SOLO 1 EURO CAPITALE PER SOCIETA&#8217; GIOVANI&#8217;  &#8211; &#8220;Abbiamo istituito una nuova figura di società per i giovani: la società semplificata a responsabilità limitata. Basterà un euro di capitale e non sarà necessario l&#8217;intervento del notaio&#8221;. Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza, Antonio Catricalà parlando del pacchetto liberalizzazioni</p>
<p>SEVERINO, 500 NOTAI IN PIU&#8217;  &#8211; Il pacchetto sulle liberalizzazioni prevede un incremento dell&#8217;organico dei notai in Italia pari a 500 unità. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Paola Severino, in conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo il COnsiglio dei ministri. Ci sarannno, ha aggiunto, &#8220;più concorsi e più possibilità di accesso alla professione&#8221;</p>
<p>BERSANI, LODEVOLE MA SI PUO&#8217; FARE PIU&#8217;  &#8211; &#8220;Abbiamo visto, seppur sommariamente, le norme sulle liberalizzazioni. Un progetto lodevole e importante su un tema a noi carissimo. Ma ci sia consentito dire che su diverse materie si può fare di più e meglio e con maggiore immediatezza&#8221;. E&#8217; la valutazione che Pier Luigi Bersani fa sul decreto liberalizzazioni. &#8220;Su due-tre cose c&#8217;è da rafforzare in Parlamento. Vedremo, certo non so cosa la destra abbia in testa visto che ieri sono andati in processione a Palazzo Chigi&#8221;. Pier Luigi Bersani, al termine dell&#8217;assemblea del Pd, chiede più coraggio al governo sulle liberalizzazioni</p>
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