<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>OltreQuotidiano &#187; Economia e Politica</title>
	<atom:link href="http://www.oltrequotidiano.com/category/altri-mondi/economia/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.oltrequotidiano.com</link>
	<description>direttore Paolo Paoletti</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 07:40:31 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.4</generator>
		<item>
		<title>FMI, l&#8217;Italia non può farcela da sola: riforme strutturali e firewall europeo.</title>
		<link>http://www.oltrequotidiano.com/altri-mondi/fmi-litalia-non-puo-farcela-da-sola-ora-riforme-strutturali-e-firewall-europeo</link>
		<comments>http://www.oltrequotidiano.com/altri-mondi/fmi-litalia-non-puo-farcela-da-sola-ora-riforme-strutturali-e-firewall-europeo#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 17:38:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p.paolopaoletti@libero.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altri mondi]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oltrequotidiano.com/?p=16528</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;Italia non ce la può fare da sola&#8221;: lo ha detto il direttore del Dipartimento degli affari di bilancio dell&#8217;Fmi, Carlo Cottarelli, sottolineando come sia più che mai necessario rafforzare il sistema anticrisi a livello europeo. Bene &#8220;la forte correzione dei conti&#8221; fatta dal governo: &#8220;Ora servono le riforme strutturali&#8221;. &#8220;L&#8217;Italia ha tre cose che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;Italia non ce la può fare da sola&#8221;: lo ha detto il direttore del Dipartimento degli affari di bilancio dell&#8217;Fmi, Carlo Cottarelli, sottolineando come sia più che mai necessario rafforzare il sistema anticrisi a livello europeo. Bene &#8220;la forte correzione dei conti&#8221; fatta dal governo: &#8220;Ora servono le riforme strutturali&#8221;.</p>
<p>&#8220;L&#8217;Italia ha tre cose che deve fare. La prima è l&#8217;aggiustamento di bilancio, che già sta facendo a giusta velocità, con l&#8217;avanzo primario che migliorerà di oltre il 3 punti percentuali del pil quest&#8217;anno e &#8211; evidenzia Cottarelli &#8211; questo è un aggiustamento grande ma necessario. La seconda cosa sono le riforme strutturali, che l&#8217;Italia sta facendo, come mostrano le misure di liberalizzazione proposte dal premier Mario Monti. La terza cosa cosa va la di là di quello che Italia può fare da sola, ed è la necessità di un firewall dell&#8217;Europa più grande&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il pacchetto di misure approvato in dicembre&#8221;, del governo Monti, &#8220;aumenterà per l&#8217;1,25% del Pil il processo di risanamento di bilancio previsto per il 2012-2014, abbastanza per raggiungere il pareggio di bilancio il prossimo anno, in termini corretti per il ciclo&#8221;. E&#8217; quanto sostiene Fmi.</p>
<p>Il Fmi sottolinea che le nuove misure, insieme alle precedenti, faranno scendere la spesa annuale per le pensioni di 1,25 punti percentuali del Pil, la migliore performance fra le economie avanzate.</p>
<p>L&#8217;economia italiana si contrarrà nel 2012 del 2,2% e nel 2013 dello 0,6%. E&#8217; quanto prevede il Fondo Monetario Internazionale, che conferma le anticipazioni dell&#8217;ANSA della scorsa settimana, tagliando le stime di crescita dell&#8217;Italia di 2,5 punti percentuali per il 2012 e di 1,1 punti percentuali per il 2013.<br />
Il Fmi prevede che il Pil dell&#8217;area euro arretrerà dello 0,5% nel 2012, con una revisione al ribasso di 1,6 punti percentuali rispetto alle stime di settembre. Nel 2013 si tornerà alla crescita, con un rialzo dello 0,8% (-0,7 punti). Fra i grandi partner, il Pil della Germania crescerà dello 0,3% nel 2012 e dell&#8217;1,5% nel 2013 e quello della Francia dello 0,2% e dell&#8217;1%. Per la Spagna è atteso un -1,7% e -0,3%. Per l&#8217;economia globale i rischi al ribasso &#8220;si sono intensificati&#8221; e hanno registrato &#8220;una brusca escalation nel quarto trimestre del 2011, quando l&#8217;area euro è entrata in una nuova pericolosa fase&#8221;. Le previsioni per il breve periodo sono &#8220;notevolmente peggiorate&#8221;. E la &#8220;principale ragione&#8221; è da ricercare nella &#8220;crescente crisi dell&#8217;area euro che interagisce con fragilità finanziarie altrove&#8221;.</p>
<p>Il deficit italiano si attesterà al 2,8% del Pil nel 2012, per poi scendere al 2,3% nel 2013. La stima è del Fondo Monetario Internazionale che prevede un debito per l&#8217;Italia al 125,3% nel 2012 e al 126,6% nel 2013.</p>
<p>&#8220;I governi nazionali&#8221; nell&#8217;area euro hanno adottato &#8220;importanti passi per migliorare la stabilità macro-finanziaria. Dopo i cambi ai governi, l&#8217;Italia e la Spagna hanno annunciato misure per ridurre il deficit strutturale, migliorare il rapporto debito-pil nel medio termine e affrontare le rigidtà strutturali per migliorare le prospettive di crescita&#8221;. </p>
<p>MONDO FRENA, +3,3% PIL 2012; LIEVE RECESSIONE EURO  &#8211; L&#8217;economia mondiale frena con l&#8217;area euro che sperimenta una &#8220;lieve recessione&#8221; nel 2012. Il Fmi taglia le stime di crescita del pil mondiale al 3,3% quest&#8217;anno (-0,7 punti percentuali su settembre) e al 3,9% nel 2013. Il pil dell&#8217;area euro si contrarrà dello 0,5% nel 2012 (-1,6 punti) per crescere dello 0,8% nel 2013 (-0,7 punti).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.oltrequotidiano.com/altri-mondi/fmi-litalia-non-puo-farcela-da-sola-ora-riforme-strutturali-e-firewall-europeo/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le liberalizzazioni vincono la crisi. Per l&#8217;Ocse su Pil (11%) e consumi (8%).</title>
		<link>http://www.oltrequotidiano.com/altri-mondi/monti-basta-a-tasse-occulte-il-cdm-approva-le-liberalizzazioni-dopo-8-ore</link>
		<comments>http://www.oltrequotidiano.com/altri-mondi/monti-basta-a-tasse-occulte-il-cdm-approva-le-liberalizzazioni-dopo-8-ore#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 19:41:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p.paolopaoletti@libero.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altri mondi]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oltrequotidiano.com/?p=16318</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;Le disposizioni consentiranno, nel breve periodo, di traghettare l&#8217;economia nazionale fuori dalla spirale recessiva e possibilmente, nel medio-lungo periodo, di allinearla ai ritmi di crescita dei partners europei e internazionali&#8221;. Lo si legge nel comunicato del cdm, disffuso oggi, dopo il varo del decreto liberalizzazioni. Con le norme sulle liberalizzazioni e le riduzioni delle rendite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Le disposizioni consentiranno, nel breve periodo, di traghettare l&#8217;economia nazionale fuori dalla spirale recessiva e possibilmente, nel medio-lungo periodo, di allinearla ai ritmi di crescita dei partners europei e internazionali&#8221;. Lo si legge nel comunicato del cdm, disffuso oggi, dopo il varo del decreto liberalizzazioni.<br />
Con le norme sulle liberalizzazioni e le riduzioni delle rendite nel settore dei servizi al livello medio degli altri Paesi euro il prodotto interno lordo potrebbe salire dell&#8217;11%, i consumi dell&#8217;8% e i salari reali di quasi il 12% senza effetti negativi sull&#8217;occupazione.<br />
&#8220;Analisi condotte dall&#8217;Ocse &#8211; si legge nella nota del Cdm diffusa oggi &#8211; evidenziano come l&#8217;adozione di misure di liberalizzazione che conducano a livelli di regolamentazione del settore dei servizi simili a quelli dei Paesi con i migliori standard produrrebbero una crescita significativa della produttività totale dei fattori nei settori che impiegano tali servizi quantificabile in oltre 10 punti percentuali. Altri studi sulla materia &#8211; prosegue la nota &#8211; indicano che con una riduzione delle rendite nel settore dei servizi a livello medio degli altri Paesi dell&#8217;euro si assocerebbe, nel medio periodo, a un aumento del prodotto dell&#8217;11%; il consumo privato e l&#8217;occupazione crescerebbero fino all&#8217;8%, gli investimenti del 18%, i salari reali di quasi il 12% senza effetti negativi sull&#8217;occupazione&#8221;.<br />
&#8220;L&#8217;apertura al mercato, incidendo in modo diretto sulle politiche aziendali delle imprese (quelle di grandi dimensioni, ma anche quelle piccole) è in grado di determinare una sensibile riduzione dei prezzi, con vantaggi evidenti per i consumatori&#8221;.</p>
<p>&#8221;Le liberalizzazioni sono sacrosante&#8221;. Lo ha detto il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia al convegno della Fondazione Italcementi.&#8221;E&#8217; tema fondamentale che finalmente e&#8217; stato portato avanti &#8211; ha detto &#8211; Ci saranno gli strilli: lasciamoli strillare l&#8217;importante e&#8217; che il governo vada avanti per questa strada&#8221;.</p>
<p>&#8221;Apprezziamo lo sforzo del governo di aver portato avanti il tema molto caro, che e quello delle liberalizzazioni&#8221;. Lo ha detto Angelino Alfano, segretario del Pdl, nel corso di un incontro di partito a Padova. &#8216;Siamo a favore delle liberalizzazioni &#8211; ha aggiunto &#8211; con l&#8217;obiettivo che queste facciano un buon servizio al cittadino e riducendo i costi e offrendo servizi migliori. Se queste saranno in grado di centrare questo obiettivo, non solo ne saremo ben lieti, ma le sosterremo in Parlamento&#8221;.<br />
21 gennaio 2012<br />
**********************************************************************************************<br />
Dopo una riunione durata 8 ore il Consiglio dei Ministri ha approvato il pacchetto sulle liberalizzazioni.</p>
<p>MONTI: Quella approvata oggi dal cdm non e solo una grande azione economica ma anche, una grande azione sociale&#8221;. Lo ha detto il presidente del consiglio, sottolineando che &#8220;rientra tra i tre temi del rigore, dell&#8217;equità e della crescita&#8221;</p>
<p>&#8216;PER NAPOLITANO CORPOSE-INCISIVE&#8217;  &#8211; Tra i giudizi &#8220;che ci hanno incoraggiato in questo percorso difficile di riforme: uno è del Capo dello Stato, come sempre attento e per noi di grandissimo incoraggiamento che ha dichiarato cortesemente che è un provvedimento corposo e incisivo&#8221;. Lo ha detto il premier Mario Monti in conferenza stampa sulle liberalizzazioni</p>
<p>&#8216;LIBERALIZZAZIONI NON GIUNGLA MA REGOLE MERCATO&#8217;  &#8211; &#8220;Concorrenza e liberalizzazioni non significa introdurre un po&#8217; più di giungla per favorire l&#8217;economia ma, nella nostra visione, eliminare barriere soprattutto per i giovani, ma anche una rigorosà attività di limitazione dei poteri pubblici con regole di mercato, a iniziare dal garante antitrust&#8221;.Lo ha detto il premier Monti</p>
<p>&#8216;CON LIBERALIZZAZIONI TOGLIAMO A ITALIANI TASSE OCCULTE&#8217;  &#8211; Con le liberalizzazioni &#8220;stiamo cercando di fornire agli italiani una liberazione dalle tasse occulte&#8221; e cioé da quei &#8220;prezzi e tariffe che vengono imposte da chi ha posizioni di privilegio&#8221;. Lo ha detto il premier Mario Monti spiegando che ciò porterà anche ad una riduzione del costo della vita</p>
<p>&#8216;PROSSIMA SETTIMANA PACCHETTO SEMPLIFICAZIONI&#8217; &#8211; &#8220;La prossima settimana illustreremo il pacchetto semplificazioni&#8221;. Lo ha detto il presidente del consiglio Mario Monti dopo il cdm, ricordando che tra gli altri &#8220;cantieri di politica economica e sociale&#8221; c&#8217;é anche quello della riforma del mercato del lavoro su cui il &#8220;ministro Fornero avrà lunedì mattina una una riunione cui diversi ministri e io stesso per il lancio del dialogo con le parti sociali&#8221;. Mentre il ministro Barca è &#8220;attivamente impegnato sul temi della coesione territoriale&#8221;</p>
<p>RESTANO LICENZE PLURIME  &#8211; Nell&#8217;ultima bozza del decreto liberalizzazioni, per quanto riguarda i taxi, restano i punti più osteggiati da parte delle auto bianche. Sono infatti previste la possibilità di più licenze in capo a uno stesso soggetto nonché quella di esercitare il servizio al di fuori dell&#8217;area per la quale le licenze sono state rilasciate.</p>
<p>TOLTA ESTENSIONE CLASS ACTION  &#8211; Nell&#8217;ultima bozza del decreto liberalizzazioni, che l&#8217;ANSA è in grado di anticipare, è stato cancellato l&#8217;articolo 7, che prevedeva l&#8217;estensione del campo di applicazione delle class action</p>
<p>UNBUNDLING RETE FERROVIARIA TOLTO DA TESTO &#8211; L&#8217;unbundling della rete ferroviaria (Rfi) sparisce dall&#8217;ultima bozza del decreto liberalizzazioni che l&#8217;ANSA è in grado di anticipare. Il titolo dell&#8217;art.41, che nella precedente versione era appunto &#8216;unbundling nel trasporto ferroviario&#8217; diventa &#8216;misure per il trasporto ferroviario&#8217;. Nel testo è stata eliminata la parte che assegnava al Governo il compito di emanare un decreto sullo scorporo dopo l&#8217;analisi in materia da parte dell&#8217;Autorità dei trasporti,esame che invece rimane anche in questa versione</p>
<p>SALTA NORMA SU TRIVELLAZIONI  &#8211; Nell&#8217;ultima bozza del decreto liberalizzazioni, che l&#8217;ANSA è in grado di anticipare, è saltata la norma che, nella precedente versione, abbassava il limite delle trivellazioni in mare da 12 a 5 miglia dalle aree protette. Dal titolo del relativo articolo, il n.21, è stata tra l&#8217;altro eliminata la parola &#8216;offshore&#8217;. E&#8217; inoltre stato completamente cancellato l&#8217;art.22, che liberalizzava sostanzialmente la ricerca di idrocarburi</p>
<p>VIA VINCOLI A FARE IMPRESA  &#8211; Stop a tutti i lacci e vincoli che limitano l&#8217;avvio di una nuova impresa. Lo prevede l&#8217;ultimissima bozza di dl liberalizzazioni. Sono abrogate &#8220;le norme che prevedono limiti numerici, autorizzazioni, licenze, nulla osta o preventivi atti d&#8217;assenso della P.a per l&#8217;avvio di un&#8217;attività economica&#8221;</p>
<p>PASSERA, DA TUTTI MINISTRI CONTRIBUTO A CRESCITA  &#8211; Dopo questo primo intervento sulle liberalizzazioni e le infrastrutture &#8220;tutti i ministri contribuiranno alla crescita. Quella sostenibile che viene dal funzionamento del paese e dalla sua coesione&#8221;. Lo ha detto il ministro per lo Sviluppo Corrado Passera in conferenza stampa dopo il Cdm</p>
<p>DEBITI P.A., CI LAVORIAMO,MA VINCOLI BILANCIO  &#8211; Del pagamento dei debiti della P.A. &#8220;non si è parlato oggi in Cdm ma certamente è una cosa sulla quale c&#8217;é massima attenzione. Ci stiamo lavorando perché è chiaro che dobbiamo rispettare i vincoli di bilancio ma dobbiamo anche fare qualcosa&#8221;. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Corrado Passera</p>
<p>BENZINA, PIU&#8217; SELF SERVICE  &#8211; Le liberalizzazioni sui carburanti saranno &#8220;un elemento importante per ridurre i costi per i cittadini, favorire la concorrenza e rafforzare i distributori indipendenti&#8221;. Lo dice il ministro per lo Sviluppo Corrado Passera che annuncia misure per &#8220;favorire la nascita di self service e rafforzare gli operatori del settore con proventi da altre attività &#8220;.</p>
<p>CATRICALA&#8217;: &#8216;TOLTI GRANELLI SABBIA A MECCANISMO CLASS ACTION&#8217; &#8211; &#8220;Siamo intervenuti a tutela consumatori, tolto qualche granello di sabbia dagli ingranaggi della class action&#8221;. Si è inoltre intervenuti nei confronti delle clausole abusive. Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza, Antonio Catricalà, riferendosi al pacchetto liberalizzazioni</p>
<p>&#8216;VALUTATE IN CDM RAGIONI PROTESTE TAXI&#8217;  &#8211; &#8220;Abbiamo valutato attentamente in Cdm le ragioni della protesta&#8221; dei tassisti. &#8220;Su un punto abbiamo convenuto con loro: la concentrazione delle licenze in mano a un singolo puop&#8217; portare a dominanza. Quindi abbiamo tolto quella parte&#8221;. Lo ha detto il sotosegretario alla Presidenza Antonio Catricalà</p>
<p>&#8216;SE PIU&#8217; LICENZE TAXI CI SARA&#8217; COMPENSAZIONE&#8217;  &#8211; Se l&#8217;autorità per i trasporti deciderà di aumentare le licenze ci saranno &#8220;compensazioni tangibili per i tassisti che hanno licenza&#8221;. Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza, Antonio Catricalà, riferendosi alle novità del pacchetto liberalizzazioni</p>
<p>&#8216;SOLO 1 EURO CAPITALE PER SOCIETA&#8217; GIOVANI&#8217;  &#8211; &#8220;Abbiamo istituito una nuova figura di società per i giovani: la società semplificata a responsabilità limitata. Basterà un euro di capitale e non sarà necessario l&#8217;intervento del notaio&#8221;. Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza, Antonio Catricalà parlando del pacchetto liberalizzazioni</p>
<p>SEVERINO, 500 NOTAI IN PIU&#8217;  &#8211; Il pacchetto sulle liberalizzazioni prevede un incremento dell&#8217;organico dei notai in Italia pari a 500 unità. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Paola Severino, in conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo il COnsiglio dei ministri. Ci sarannno, ha aggiunto, &#8220;più concorsi e più possibilità di accesso alla professione&#8221;</p>
<p>BERSANI, LODEVOLE MA SI PUO&#8217; FARE PIU&#8217;  &#8211; &#8220;Abbiamo visto, seppur sommariamente, le norme sulle liberalizzazioni. Un progetto lodevole e importante su un tema a noi carissimo. Ma ci sia consentito dire che su diverse materie si può fare di più e meglio e con maggiore immediatezza&#8221;. E&#8217; la valutazione che Pier Luigi Bersani fa sul decreto liberalizzazioni. &#8220;Su due-tre cose c&#8217;è da rafforzare in Parlamento. Vedremo, certo non so cosa la destra abbia in testa visto che ieri sono andati in processione a Palazzo Chigi&#8221;. Pier Luigi Bersani, al termine dell&#8217;assemblea del Pd, chiede più coraggio al governo sulle liberalizzazioni</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.oltrequotidiano.com/altri-mondi/monti-basta-a-tasse-occulte-il-cdm-approva-le-liberalizzazioni-dopo-8-ore/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Doris si salva dalla crisi: Mediolanum nel 2011 ha perso &#8216;solo&#8217; l&#8217;11%.</title>
		<link>http://www.oltrequotidiano.com/altri-mondi/doris-si-salva-dalla-crisi-mediolanum-nel-2011-ha-perso-solo-l11</link>
		<comments>http://www.oltrequotidiano.com/altri-mondi/doris-si-salva-dalla-crisi-mediolanum-nel-2011-ha-perso-solo-l11#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 15:46:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p.paolopaoletti@libero.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altri mondi]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oltrequotidiano.com/?p=16018</guid>
		<description><![CDATA[Chi l&#8217;avrebbe detto. Da leader di nicchia, un po&#8217; banca e un po&#8217; assicurazione, Mediolanum potrebbe presto far notizia fra le blue chip di Piazza Affari e diventare un big player nel disastrato mercato del credito e delle assicurazioni. Il motivo? Il gruppo controllato a metà dalle famiglia Doris e Berlusconi ha infatti tutte le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi l&#8217;avrebbe detto. Da leader di nicchia, un po&#8217; banca e un po&#8217; assicurazione, Mediolanum potrebbe presto far notizia fra le blue chip di Piazza Affari e diventare un big player nel disastrato mercato del credito e delle assicurazioni.</p>
<p>Il motivo? Il gruppo controllato a metà dalle famiglia Doris e Berlusconi ha infatti tutte le carte in regola per scrivere un nuovo capitolo del libro del risiko bancario-assicurativo da troppo tempo chiuso. E lo farebbe, bisogna sottolineare, in tempo di crisi. Un vanto, quindi.</p>
<p>Le nozze FonSai-Unipol, orchestrate dalla solita Mediobanca, il maggiore creditore di entrambe le compagnie assicurative (con 1,5 miliardi complessivi circa), saranno celebrate solamente per &#8220;salvare&#8221; il gruppo dei Ligresti. Quindi, non è uno di quei M&#038;A che rinfrancano perché due gruppi si pongono elevate prospettive di crescita sui mercati oltre confine e, quindi, decidono di unire le forze.</p>
<p>Sfruttando la sua natura ibrida, Mediolanum ha scansato i problemi di funding che stanno avendo tutte le banche del Vecchio Continente e ha beneficiato della forza del dollaro, skills di cui la Borsa si è accorta. E i numeri lo confermano. Il titolo si è salvato dagli scossoni che hanno travolto il settore e nell&#8217;ultimo anno, in cui le contrattazioni sono state appesantite dalla crisi tremenda dell&#8217;Eurodebito (Unipol ha perso quasi il 60%, Generali quasi il 20% e UniCredit quasi il 75%), ha contenuto la sua flessione a -11%.</p>
<p>Insomma, Doris ha preservato la sua capitalizzazione a differenza di quanto hanno fatto gli altri attori del comparto, pronto a far valere ora la sua forza sul mercato. Notizie che faranno di sicuro la felicità del principale socio d&#8217;affari del banchiere padovano, al secolo Silvio Berlusconi, la cui Mediaset ora, dopo l&#8217;annus horribilis della Borsa, vale soltanto 200 milioni in più.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.oltrequotidiano.com/altri-mondi/doris-si-salva-dalla-crisi-mediolanum-nel-2011-ha-perso-solo-l11/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>NO ai referendum elettorali, Di Pietro accusa Napolitano: è regime!</title>
		<link>http://www.oltrequotidiano.com/altri-mondi/consulta-no-ai-referendum-elettorali-di-pietro-accusa-napolitano</link>
		<comments>http://www.oltrequotidiano.com/altri-mondi/consulta-no-ai-referendum-elettorali-di-pietro-accusa-napolitano#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 08:08:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p.paolopaoletti@libero.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altri mondi]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oltrequotidiano.com/?p=15952</guid>
		<description><![CDATA[La Consulta boccia i referendum e toglie dal tavolo la pistola che avrebbe costretto i partiti a cercare un&#8217;intesa sulla riforma elettorale. Da oggi sembra in salita la strada per una nuova legge elettorale, come conferma il ritrovato amore di Berlusconi e Bossi per il Porcellum. L&#8217;ira dei referendari è tale che Antonio Di Pietro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Consulta boccia i referendum e toglie dal tavolo la pistola che avrebbe costretto i partiti a cercare un&#8217;intesa sulla riforma elettorale. Da oggi sembra in salita la strada per una nuova legge elettorale, come conferma il ritrovato amore di Berlusconi e Bossi per il Porcellum. L&#8217;ira dei referendari è tale che Antonio Di Pietro si scaglia contro il Colle, parlando di una &#8220;decisione politica per compiacere il Capo dello Stato&#8221;. </p>
<p>Offesa che Giorgio Napolitano non accetta liquidando come &#8220;volgari insinuazioni&#8221; gli attacchi dell&#8217;Idv e convocando in serata i presidenti di Camera e Senato per sollecitare la riforma. Dopo un giorno e mezzo di camera di consiglio, i quindici giudici della Corte Costituzionale hanno deciso che il referendum, per il quale erano state raccolte 1,2 milioni di firme, non s&#8217;ha da fare. Bocciato sia il quesito che chiedeva l&#8217;abrogazione totale della legge Calderoli sia il secondo che puntava ad una abrogazione in parti ripristinando di fatto il Mattarellum.</p>
<p>E la palla torna al Parlamento e ai veti incrociati dei partiti sui vari modelli elettorali. Nonostante il no fosse stato ampiamente previsto alla vigilia, la delusione del comitato referendario è cocente: &#8220;Rispettiamo la sentenza ma la battaglia per il maggioritario va avanti&#8221;, commentano sia il presidente Andrea Morrone sia Arturo Parisi. Non ha invece lo stesso fair play verso il verdetto il leader Idv Antonio Di Pietro: &#8220;L&#8217;Italia si sta avviando lentamente verso una rischiosa deriva antidemocratica&#8221; é l&#8217;anatema dell&#8217;ex pm che boccia la decisione della Consulta come sentenza &#8220;non giuridica ma politica per far piacere al Capo dello Stato e alla maggioranza trasversale e inciucista del Parlamento&#8221;. &#8220;Volgari insinuazioni&#8221;, segno &#8220;solo di una scorrettezza istituzionale&#8221; per il Colle, da sempre in pressing sui partiti a sostegno delle riforme istituzionali. Ma se lo scontro tra Antonio di Pietro e il capo dello Stato é la polemica di giornata &#8211; non la prima tra il leader Idv e il Quirinale &#8211; la decisione della Consulta è destinata ad allungare ombre sulla riforma della legge elettorale, sulla quale i partiti cominciavano a mettere la testa per evitare gli effetti, non graditi da tutti, del ritorno al Mattarellum se il referendum fosse stato approvato a giugno.</p>
<p>Le intenzioni, soprattutto di Pd e Terzo Polo, sono ottime ma le difficoltà non mancano e le più alte cariche dello Stato, da Napolitano ai presidenti delle Camere Gianfranco Fini e Renato Schifani, ne appaiono consapevoli. &#8220;Ora tocca alle forze politiche &#8211; spronano in una nota dopo un incontro in serata al Quirinale &#8211; e alle Camere assumere rapidamente iniziative di confronto concreto sui temi da affrontare e sulle soluzioni da concertare&#8221;. Molto determinato a prendere in mano il pallino della riforma è il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, che offre alla discussione la proposta di legge del Pd, fondata su un mix di collegi maggioritari intorno al 70 per cento e di seggi proporzionali. &#8220;Siamo impegnatissimi a cambiare il Porcellum&#8221;, sostiene il segretario Pd e sulla stessa lunghezza appare il leader Udc Pier Ferdinando Casini, che però tifa per il modello proporzionale alla tedesca e chiede, come in realtà altri, che la legge elettorale si faccia dopo il superamento del bicameralismo e il dimezzamento dei parlamentari. Non sembrano, invece, avere alcuna ansia di riforma Silvio Berlusconi e con lui Umberto Bossi, oggi tornati &#8216;alleati&#8217; anche sul voto per Cosentino. Il porcellum per il Cavaliere &#8220;é una buona legge, va solo migliorata&#8221; mentre per il Senatur, in rotta con Roberto Maroni anche sulla riforma elettorale, &#8220;la migliore legge elettorale è quella che c&#8217;é perché presto si va al voto&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.oltrequotidiano.com/altri-mondi/consulta-no-ai-referendum-elettorali-di-pietro-accusa-napolitano/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Euro fa 10 anni: brutto compleanno. La storia della moneta europea.</title>
		<link>http://www.oltrequotidiano.com/altri-mondi/leuro-fa-10-anni-brutto-compleanno-la-storia-della-moneta-europea</link>
		<comments>http://www.oltrequotidiano.com/altri-mondi/leuro-fa-10-anni-brutto-compleanno-la-storia-della-moneta-europea#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 16:29:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p.paolopaoletti@libero.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altri mondi]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oltrequotidiano.com/?p=15436</guid>
		<description><![CDATA[Dieci anni fa, il primo gennaio 2002, salutato in Italia da uno dei suoi padri piu&#8217; convinti, Carlo Azeglio Ciampi allora al Quirinale, entrava in circolazione l&#8217;euro. Nessun problema tecnico degno di nota, nessun impazzimento dei bancomat nella notte del changeover, ma solo l&#8217; utilizzo dei kit arrivati prima di Natale per far prendere confidenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dieci anni fa, il primo gennaio 2002, salutato in Italia da uno dei suoi padri piu&#8217; convinti, Carlo Azeglio Ciampi allora al Quirinale, entrava in circolazione l&#8217;euro. Nessun problema tecnico degno di nota, nessun impazzimento dei bancomat nella notte del changeover, ma solo l&#8217; utilizzo dei kit arrivati prima di Natale per far prendere confidenza agli italiani con la nuova moneta. La valuta segnava l&#8217;addio a storiche monete, la millenaria lira, il franco, il fiorino e anche il leggendario marco tedesco, sulla cui solidita&#8217; la nuova moneta fu disegnata, modellata e ancorata alla Bce, la banca centrale europea di nome ma tedesca di fatto, in cambio del si&#8217; tedesco alla valuta transnazionale.</p>
<p>Undici furono i pionieri tra cui, non senza fatiche e consueto impegnativo rush, anche l&#8217;Italia, che per adottare l&#8217;euro da subito impose anche una tassa apposita. Assente la Grecia che avrebbe avuto un anno di tempo in piu&#8217; per aggiustare, anche in modo poco ortodosso si sarebbe scoperto dopo, i propri conti pubblici. Oggi sono 17 e, non perche&#8217; il numero almeno da noi porti sfortuna, l&#8217;euro e&#8217; entrato in crisi profonda, assaltato dagli speculatori, con una banca centrale impegnata a difenderlo senza poter pero&#8217; stampare autonomamente moneta o farsi garante di ultima istanza dei debiti pubblici dei Paesi membri, quelli piu&#8217; indisciplinati in questo momento, Italia e Spagna. Mentre Irlanda, Portogallo e Grecia hanno gia&#8217; azionato i dispositivi di aiuto internazionale e tecnicamente sospeso la propria sovranita&#8217; sui conti pubblici.</p>
<p>Quasi in concomitanza con il compleanno, lo scorso 9 dicembre dicembre l&#8217;euro ha ricevuto qualche cura, ancora non risolutiva pero&#8217;, con la Germania che ha ottenuto dal resto dell&#8217;Unione europea (Eurozona + altri nove Paesi, solo il Regno Unito fuori) l&#8217;ok al Fiscal Compact, come l&#8217;ha battezzato Mario Draghi &#8211; da novembre custode dell&#8217;euro come presidente Bce &#8211; ovvero un impegno ad applicare le regole del patto di bilancio come se fosse stato modificato il Trattato. Modifiche che non e&#8217; escluso si possano rivedere piu&#8217; avanti. Il 2012 sara&#8217; percio&#8217; l&#8217;anno cruciale per la sopravvivenza dell&#8217;euro a 10 anni dalla sua creazione, mentre non mancano i piu&#8217; pessimisti tra operatori e analisti che parlano di deflagrazione dell&#8217;area euro, di doppia velocita&#8217; tra Paesi forti e deboli, di espulsione dei piu&#8217; indebitati. Colpito dalla sindrome o meglio dalla tragedia greca, l&#8217;euro aspetta il prossimo vertice europeo convocato gia&#8217; per il 30 gennaio per discutere di crescita e lavoro, due piaghe che parlano non solo italiano, ma quasi tutte le lingue dell&#8217;Unione.</p>
<p>Finora la valuta unica, che sembrava dover superare il dollaro in solidita&#8217; e invece ha mostrato tutta la sua dipendenza dagli andamenti dell&#8217;economia americana, ha superato i deludenti precedenti summit, ma l&#8217;incertezza non puo&#8217; durare all&#8217;infinito. Cosi&#8217; il Wall Street Journal parla apertamente di banche centrali nazionali che si preparerebbero al ritorno delle vecchie valute (indiziato numero uno, per il quotidiano, l&#8217;istituto di Dublino) mentre altre indiscrezioni, sempre smentite, parlano di una Germania pronta a far risorgere il sempre amato marco. Tutto questo proprio mentre sta per scoccare l&#8217;ora X per le banconote andate in soffitta dieci anni fa.</p>
<p>Entro marzo era prevista la data ultima per convertire le lire in euro, ora la manovra l&#8217;ha di fatto abolita con la sua entrata in vigore proprio all&#8217;antivigilia di Natale, incamerando un piccolo tesoretto di circa un miliardo. Non e&#8217; molto, ma di questi tempi e&#8217; comunque utile se inserito nelle misure di riduzione del debito pubblico italiano, la balena bianca contro cui il governo Monti deve lottare per convincere i mercati a mantenere l&#8217;Italia nell&#8217;euro, e non far saltare l&#8217;intera unione monetaria. Un compleanno per l&#8217;euro amaro, quindi, con tutto il mondo che guarda a quello che succede a Roma per stabilire se l&#8217;Italia e&#8217; davvero &#8216;too big to fail&#8217; od ormai, con lo spread ancorato sopra 500 punti, &#8216;to big to save&#8217;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.oltrequotidiano.com/altri-mondi/leuro-fa-10-anni-brutto-compleanno-la-storia-della-moneta-europea/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;E&#8217; crisi finanziaria ed etica&#8221;, il Papa offre la Luce per accettare i sacrifici.</title>
		<link>http://www.oltrequotidiano.com/altri-mondi/la-crisi-finanziaria-si-fonda-su-quella-etica-il-papa-e-la-luce-per-accettare-sacrifici</link>
		<comments>http://www.oltrequotidiano.com/altri-mondi/la-crisi-finanziaria-si-fonda-su-quella-etica-il-papa-e-la-luce-per-accettare-sacrifici#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 18:23:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p.paolopaoletti@libero.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altri mondi]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oltrequotidiano.com/?p=15359</guid>
		<description><![CDATA[(B.S.) - La &#8220;crisi economica e finanziaria&#8221; dell&#8217;Europa &#8220;si fonda sulla crisi etica&#8221; che la &#8220;minaccia&#8221;. &#8220;Manca la forza motivante&#8221; per indurre &#8220;singoli e grandi gruppi sociali ad accettare i sacrifici&#8221;. Lo dice il Papa, chiedendo dove sia possibile trovare la &#8220;luce&#8221; che spinga ad accettare &#8220;imperativi concreti&#8221;. E l&#8217;annuncio del Vangelo, a giudizio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(B.S.) -</strong> La &#8220;crisi economica e finanziaria&#8221; dell&#8217;Europa &#8220;si fonda sulla crisi etica&#8221; che la &#8220;minaccia&#8221;. &#8220;Manca la forza motivante&#8221; per indurre &#8220;singoli e grandi gruppi sociali ad accettare i sacrifici&#8221;. Lo dice il Papa, chiedendo dove sia possibile trovare la &#8220;luce&#8221; che spinga ad accettare &#8220;imperativi concreti&#8221;.</p>
<p>E l&#8217;annuncio del Vangelo, a giudizio di Benedetto XVI, deve rispondere anche alle domande che emergono dalla crisi economica che è crisi di etica. Nell&#8217;udienza alla curia per lo scambio degli auguri natalizi, il Papa ha infatti osservato che &#8220;alla fine dell&#8217;anno, l&#8217;Europa si trova in una crisi economica e finanziaria che, in ultima analisi, si fonda sulla crisi etica che minaccia il Vecchio Continente. Anche se valori come la solidarietà, l&#8217;impegno per gli altri, la responsabilità per i poveri e i sofferenti &#8211; ha rilevato &#8211; sono in gran parte indiscussi, manca spesso la forza motivante, capace di indurre il singolo e i grandi gruppi sociali a rinunce e sacrifici. La conoscenza e la volontà &#8211; ha commentato papa Ratzinger &#8211; non vanno necessariamente di pari passo. La volontà che difende l&#8217;interesse personale oscura la conoscenza e la conoscenza indebolita non è in grado di rinfrancare la volontà&#8221;. &#8220;Perciò, da questa crisi &#8211; ha rimarcato papa Ratzinger &#8211; emergono domande molto fondamentali: dove è la luce che possa illuminare la nostra conoscenza non soltanto di idee generali, ma di imperativi concreti? Dove è la forza che solleva in alto la nostra volontà? Sono domande alle quali il nostro annuncio del Vangelo, la nuova evangelizzazione, deve rispondere, affinché il messaggio diventi avvenimento, l&#8217;annuncio diventi vita&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.oltrequotidiano.com/altri-mondi/la-crisi-finanziaria-si-fonda-su-quella-etica-il-papa-e-la-luce-per-accettare-sacrifici/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Alle stelle il divario tra aumento salari +1,7 e prezzi +3,4. Record dal 1997.</title>
		<link>http://www.oltrequotidiano.com/altri-mondi/alle-stelle-il-divario-tra-aumento-salari-1-7-e-prezzi-34-record-dal-1997</link>
		<comments>http://www.oltrequotidiano.com/altri-mondi/alle-stelle-il-divario-tra-aumento-salari-1-7-e-prezzi-34-record-dal-1997#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 12:35:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p.paolopaoletti@libero.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altri mondi]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oltrequotidiano.com/?p=14188</guid>
		<description><![CDATA[Sale ad ottobre, su base annua, la forbice tra l&#8217;aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,7%) e il livello d&#8217;inflazione (+3,4%), toccando una differenza pari a 1,7 punti percentuali. Il precedente record era a 1,3 punti percentuali. Si tratta del divario piu&#8217; alto almeno dal 1997. E&#8217; quanto risulta dal confronto dei dati Istat. Le retribuzioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sale ad ottobre, su base annua, la forbice tra l&#8217;aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,7%) e il livello d&#8217;inflazione (+3,4%), toccando una differenza pari a 1,7 punti percentuali. Il precedente record era a 1,3 punti percentuali. Si tratta del divario piu&#8217; alto almeno dal 1997. E&#8217; quanto risulta dal confronto dei dati Istat.</p>
<p>Le retribuzioni contrattuali orarie a ottobre restano ferme su settembre mentre aumentano dell&#8217;1,7% su base annua. Lo rileva l&#8217;Istat. La crescita tendenziale di ottobre risulta cosi&#8217; pari alla meta&#8217; di quella dell&#8217;inflazione (3,4%). Nella media del periodo gennaio-ottobre 2011 l&#8217;indice e&#8217; cresciuto dell&#8217;1,8% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente. Guardando ai principali macro-settori, a ottobre le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale dell&#8217;1,9% per i dipendenti del settore privato e dello 0,6% per quelli della pubblica amministrazione, che subisce l&#8217;effetto del blocco contrattuale. I comparti che hanno presentano gli aumenti annui maggiori sono: militari-difesa (+3,7%), forze dell&#8217;ordine (+3,5%), gomma, plastica e lavorazioni minerali non metalliferi e attivita&#8217; dei vigili del fuoco (per entrambi +3,1%). Si registrano, invece, variazioni nulle per ministeri, scuola, regioni e autonomie locali e servizio sanitario nazionale. Inoltre, fa sapere sempre l&#8217;Istat nel mese di ottobre, nessun accordo in attesa di rinnovo, tra quelli monitorati dall&#8217;indagine, e&#8217; stato siglato.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.oltrequotidiano.com/altri-mondi/alle-stelle-il-divario-tra-aumento-salari-1-7-e-prezzi-34-record-dal-1997/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Berlusconi se ne va, l&#8217;Italia festeggia: libera l&#8217;amaro che c&#8217;è in te!</title>
		<link>http://www.oltrequotidiano.com/altri-mondi/berlusconi-se-dimesso-italia-in-festa-libera-lamaro-che-ce-in-te</link>
		<comments>http://www.oltrequotidiano.com/altri-mondi/berlusconi-se-dimesso-italia-in-festa-libera-lamaro-che-ce-in-te#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 17:16:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p.paolopaoletti@libero.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altri mondi]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oltrequotidiano.com/?p=13592</guid>
		<description><![CDATA[Giorgio Gaber diceva: &#8221;non temo Berlusconi in se&#8217;, ma Berlusconi in me&#8221;. Dall&#8217;annuncio della &#8220;discesa in campo&#8221; nel lontano inverno del 1993, alle dimissioni di questa sera: diciotto anni che, nel bene e nel male, come aveva previsto il cantautore milanese, hanno cambiato l&#8217;Italia e gli italiani. Il loro modo di pensare e di fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giorgio Gaber diceva: &#8221;non temo Berlusconi in se&#8217;, ma Berlusconi in me&#8221;. Dall&#8217;annuncio della &#8220;discesa in campo&#8221; nel lontano inverno del 1993, alle dimissioni di questa sera: diciotto anni che, nel bene e nel male, come aveva previsto il cantautore milanese, hanno cambiato l&#8217;Italia e gli italiani. Il loro modo di pensare e di fare la politica. Assoggettandosi o combattendo la sua &#8216;idea forte&#8217;, l&#8217;unica che in questi 18 anni ha dettato i tempi e i temi della politica. Un&#8217;idea semplice, un pensiero nuovo e innovativo, che nei primi anni &#8217;90 cavalco&#8217; facilmente la delusione e la rabbia degli italiani che si trovarono a confrontarsi con gli scandali di Tangentopoli, il crollo del sistema politico, la morte di quella che venne definita la Prima Repubblica.</p>
<p>Ma Silvio Berlusconi, imprenditore e &#8216;self made man&#8217; ben interpreta da subito quei sentimenti proponendosi come &#8216;salvatore della patria&#8217;. Prima di bere &#8216;l&#8217;amaro calice&#8217; del 1994, Berlusconi diede le prime avvisaglie del suo impegno politico sostenendo &#8211; in modo irrituale e inaspettato &#8211; la candidatura del missino Gianfranco Fini nella corsa per il Campidoglio. Un appoggio che gli valse il primo dei tantissimi appellativi che la carriera politica gli avrebbe riservato: il Cavaliere Nero. La forza di Berlusconi, pero&#8217;, si trasforma anche nel suo limite: trasformare tutto in un perenne referendum su se&#8217; stesso. Il &#8221;O me o loro&#8221;, funziona fintanto che il movimento non si trasforma in partito. Funziona fino a che i suoi compagni di viaggio non iniziano a reclamare i loro spazi. Tanti sono infatti i cambi di rotta e i &#8216;divorzi&#8217; che segnano il cammino di Berlusconi. Addii e ritorni che vedono in Bossi, Fini e Tremonti solo i nomi piu&#8217; in vista. Con il Senatur la rottura gli costo&#8217;, ad appena sette mesi dall&#8217;incarico del &#8217;94, la guida del governo. Fini, che lo lancio&#8217; nell&#8217;agone politico, oggi e&#8217; uno dei suoi piu&#8217; grandi oppositori. Tremonti, in un rapporto odio-amore, e&#8217; forse l&#8217;uomo-chiave di quest&#8217;ultima crisi. Una crisi che pero&#8217;, nonostante la pervicacia del Cavaliere, ha dato i suoi primi segnali gia&#8217; un anno fa.</p>
<p>La rottura con Fini ha infatti mostrato tutti i limiti dell&#8217;autosufficienza di una leadership carismatica. E il &#8221;che fai? Mi cacci?&#8221; pronunciato dal presidente della Camera e tradotto nella sua espulsione dal Pdl non ha portato i frutti sperati da Berlusconi costretto per piu&#8217; di 12 mesi ad una faticosa rincorsa alla maggioranza parlamentare. Quota 316 e&#8217; stata in effetti ottenuta solo poche volte e a costi quasi proibitivi in termini politici. Di certo ha pesato sulla vita del governo anche l&#8217;aspetto giudiziario che ha scadenzato l&#8217;agenda personale e politica di Berlusconi. Le accuse che accompagnano il suo addio a Palazzo Chigi sono quasi tutte legate alle sue vicende giudiziarie che hanno &#8216;flirtato&#8217; con i pruriti del gossip. La crisi finanziaria internazionale, che oggi vede l&#8217;Italia nel mirino, poco o nulla sono a confronto con le &#8216;serate&#8217; di Arcore e con le ragazze dell&#8217;Olgettina. Da Noemi e Ruby passando per la D&#8217;Addario, Berlusconi ha dovuto stravolgere il suo impegno politico per difendere il proprio ruolo. Occupando anche il Parlamento, come sostiene l&#8217;opposizione, con leggi ad personam.</p>
<p>E cambiando, ancora una volta, il vocabolario della politica che si arricchisce di &#8221;bunga bunga&#8221; e &#8221;utilizzatore finale&#8221;. Eccessi e contraddizioni di un ventennio che sembra concludersi con un ritorno alla prima Repubblica. Una sorta di Gioco dell&#8217;oca che sta facendo rivivere al Paese la tragica esperienza della crisi economica e degli attacchi speculativi del &#8217;92/&#8217;93, delle inchieste giudiziarie che vedono coinvolti i partiti e il moltiplicarsi di correnti e fazioni che, come in una guerra tra bande, si contendono il potere. Ma che sembra anche non sancire la fine di Berlusconi e del berlusconismo, ma semmai portare a battesimo una riedizione della prima &#8216;seconda&#8217; Repubblica in cui, ancora una volta, si potrebbe ripetere la discesa in campo di un altro imprenditore.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.oltrequotidiano.com/altri-mondi/berlusconi-se-dimesso-italia-in-festa-libera-lamaro-che-ce-in-te/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Politica da sbarre: al Senato mangiano con 7 euro. Altro che tagli&#8230;</title>
		<link>http://www.oltrequotidiano.com/altri-mondi/12757</link>
		<comments>http://www.oltrequotidiano.com/altri-mondi/12757#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 13:59:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p.paolopaoletti@libero.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altri mondi]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oltrequotidiano.com/?p=12757</guid>
		<description><![CDATA[Che i nostri politici, per un pasto al Senato, non fossero proprio costretti a dissanguarsi è cosa ormai nota da tempo. Ma non si può non provare ugualmente un certo sdegno trovandosi di fronte a uno scontrino di un pranzo del 19 ottobre del ristorante di Palazzo Madama. Qualche esempio? Tagliata con rucola e grana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Che i nostri politici, per un pasto al Senato, non fossero proprio costretti a dissanguarsi è cosa ormai nota da tempo.</strong> Ma non si può non provare ugualmente un certo sdegno trovandosi di fronte a uno scontrino di un pranzo del 19 ottobre del ristorante di Palazzo Madama.</p>
<p>Qualche esempio? Tagliata con rucola e grana : 3,41 euro;  trofie asparagi e speck: 0,87 €; insalata spinaci e parmigiano 1,75 €; bevande 0,37 €. Insomma a Palazzo Madama si mangia lautamente con poco più di 7 euro.</p>
<p><strong>A rivelarlo come al solito è stata la Rete in </strong>cui  la foto della ricevuta gira da giorni, soprattutto sui social network dove è inevitabilmente esplosa l&#8217;indignazione, espressa non solo attraverso i soliti &#8220;vergogna!&#8221;, ma anche con sarcasmo e irriverenza.</p>
<p>Alcuni commenti.</p>
<p>Da Entony86 &#8211; &#8220;Mi viene il voltastomaco. E&#8217; incredibile che delle perosne che già hanno un super stipendio mangino pure praticamente gratis. Dovremmo andare lì e chiedere noi il conto a loro!&#8221;</p>
<p>da Mandara &#8211; &#8220;La staticità di questo Governo è tale che&#8230;tanti nomi e volti di ministri vanno lentamente sbiadendosi dalla memoria (avessero preso troppo alla lettera l&#8217;invito dei cittadini&#8230;a sparire ?). Sul taglio dei parlamentari, siamo ad un canovaccio degno del miglior commediografo. Quando uno degli schieramenti è disponibile a promuovere il &#8220;disegno&#8221;, l&#8217;altro non è d&#8217;accordo o svia all&#8217;abboccamento&#8230;dopo qualche anno, le parti s&#8217;invertono e le decisioni finiscono nel cestino, con grave sgarbo verso i cittadini. Quando le cose vanno male (crisi), fanno l&#8217;esempio della &#8220;famiglia&#8221; che deve tirar cinghia, senza dire che il padre dovrebbe dare l&#8217;esempio, ben lontano. Di recente&#8230;a cosa dar ragione&#8230;alla &#8220;lettera d&#8217;intenti&#8221; data all&#8217;Europa o alle 14 leggi emanate nel 2011 ? Altro che &#8220;vitalizi&#8221;&#8230;Cassa integrazione, dove si assiste ad una completa assenza di operatività.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.oltrequotidiano.com/altri-mondi/12757/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A Milano dal 25 al 27 ottobre i delegati di 90 paesi per l&#8217;Expo 2015.</title>
		<link>http://www.oltrequotidiano.com/altri-mondi/a-milano-dal-25-al-27-ottobre-i-delegati-di-90-paesi-per-lexpo-2015</link>
		<comments>http://www.oltrequotidiano.com/altri-mondi/a-milano-dal-25-al-27-ottobre-i-delegati-di-90-paesi-per-lexpo-2015#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 08:31:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p.paolopaoletti@libero.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altri mondi]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oltrequotidiano.com/?p=12506</guid>
		<description><![CDATA[Il conto alla rovescia e&#8217; finito: l&#8217;Expo 2015 entra nella fase concreta con l&#8217;arrivo a Milano degli oltre 400 delegati da circa novanta Paesi al primo International Partecipants Meeting, l&#8217;incontro con cui l&#8217;esposizione mondiale si presenta al mondo dal 25 al 27 ottobre. Se si trattasse della preparazione di un film, si potrebbe dire che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il conto alla rovescia e&#8217; finito: l&#8217;Expo 2015 entra nella fase concreta con l&#8217;arrivo a Milano degli oltre 400 delegati da circa novanta Paesi al primo International Partecipants Meeting, l&#8217;incontro con cui l&#8217;esposizione mondiale si presenta al mondo dal 25 al 27 ottobre. Se si trattasse della preparazione di un film, si potrebbe dire che iniziano le riprese. Il 24 ottobre si parte con la fase di riscaldamento cioe&#8217; &#8216;Expo: Milano chiama mondo&#8217;, un incontro con le 191 comunita&#8217; straniere che vivono a Milano organizzato dal Comune. Il 25 l&#8217;inizio vero e proprio del meeting e&#8217; con un momento simbolico: la cerimonia delle bandiere, in cui sono scoperti i vessilli dei Paesi che hanno aderito all&#8217;Expo e che rimarranno in mostra alla loggia dei Mercanti, luogo simbolo di Milano, fino all&#8217;esposizione. Per ora i Paesi aderenti sono 57, un record a tre anni dall&#8217;inaugurazione dell&#8217;evento il primo maggio 2015.</p>
<p>L&#8217;obiettivo e&#8217; di arrivare a 130. Agli intellettuali di tutto il mondo e&#8217; rivolto l&#8217;invito a collaborare alla Carta 2015, un documento sulle soluzioni ai problemi dell&#8217;alimentazione che restera&#8217; come eredita&#8217; dopo l&#8217;Expo, e che e&#8217; l&#8217;argomento della tavola rotonda con Umberto Veronesi e il filosofo Giovanni Reale di martedi&#8217; pomeriggio al Mico Fiera Milano Conference Centre.</p>
<p>I tre giorni del meeting &#8211; a Milano e a Villa Erba, sul lago di Como con la partecipazione dei due commissari Expo (il sindaco Giuliano Pisapia e il presidente della Lombardia Roberto Formigoni), dei vertici del Bie, della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e, nella giornata conclusiva, del ministro degli Esteri Franco Frattini &#8211; hanno proprio lo scopo di coinvolgere il maggior numero di partecipanti, Stati ma anche organizzazioni internazionali, regioni e, in generale, i cosiddetti partecipanti non ufficiali. Non solo di convincerli ad aderire all&#8217;Expo, ma anche di essere attivi in tutte le fasi di preparazione dell&#8217;evento. Rispetto alle Expo precedenti, quella di Milano dedicata a &#8216;Nutrire il pianeta &#8211; energia per la vita&#8217; promette di essere piu&#8217; interattiva e sostenibile, ma non per questo meno spettacolare o divertente.</p>
<p>Almeno il 50 percento dell&#8217;esposizione sara&#8217; a verde o comunque all&#8217;aperto e l&#8217;invito ai partecipanti e&#8217; di usare tecnologie avanzate, elementi interattivi che permettano anche di scaricare contenuti. E&#8217; prevista una Expo by night, con biglietto dedicato, e l&#8217;obbligo per i Paesi che parteciperanno a tenere aperte anche la sera i punti di degustazione, un cartellone fitto di eventi nel sito ma anche fuori. Non a caso in via del tutto eccezionale il teatro alla Scala nel 2015 restera&#8217; aperta anche ad agosto. L&#8217;argomento di Expo sara&#8217; sviluppato in diverse aree tematiche e con una serie di itinerari annunciati durante il meeting, quando saranno anche elencate le varie forme di partecipazione, i servizi offerti e anche i costi. Ciak si gira.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.oltrequotidiano.com/altri-mondi/a-milano-dal-25-al-27-ottobre-i-delegati-di-90-paesi-per-lexpo-2015/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

