Lippi, i 7 errori della Nazionale. Gli azzurri devono vincere il girone più facile del Mondiale.

Posted by Paolo Paoletti on giu 16th, 2010 and filed under Calcio Mondo, Primo Piano, Sudafrica 2010. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry from your site

Il pareggio dell’Italia col Paraguay bisogna considerarlo a metà tra il bene e male. A metà ed in recupero come l’andamento del risultato. Eccone i perché.

  1. Gli azzurri al 5° posto della classifica FIFA non sono riusciti a battere un avversario che non compare tra i primi 25. La sicurezza di passare il turno più facile del torneo ha pianificato la migliore condizione dopo due-tre partite. Resta l’obbligo di vincere il girone dopo il favorevole pari tra Slovacchia, al primo mondiale, e Nuova Zelanda al primo punto del suo secondo mondiale (dopo 28 anni). Risultato che ha sancito la mediocrità degli avversari. Il Brasile, ha comunque vinto nonostante il 2-1 dica delle difficoltà contro i nord coreani, neanche tra i primi 100 del mondo.
  2. Il pareggio col Paraguay è scaturito da due errori. Il primo ha sbagliare però è stato Cannavaro. E l’uscita a vuoto di Villar è stato un colpo di fortuna, di cui ha saputo approfittare De Rossi.
  3. La formula delle 3 F (fedeltà, fiducia, fortuna) non basta. Servono consapevolezza, coraggio, creatività. Svolgere bene il compitino assegnato dall’allenatore ci porterà ad una precoce eliminazione. Chi va in campo, si confronta con le difficoltà del momenti e deve superarle. Altrimenti è inutile dire che siamo i Campioni del Mondo in carica. Il Paraguay è stato un avversario molto modesto.
  4. Le partite si vincono segnando i gol. Un attaccante deve cercarlo sempre. Non si può attendere più di 50 minuti per fare un tiro in porta. Peraltro di un centrocampista. Gilardino è stato un ectoplasma, anche se mai servito. Iaquinta, non ne parliamo. E Di Natale, come Camoranesi ha avuto compiti di animatore del gioco. All’organico manca un Borriello che sappia fare reparto da solo e cercare il gol in solitaria.
  5. De Rossi (Roma, seconda classificata) è l’unico giocatore universale italiano. I migliori sono stati Montolivo, Criscito e Pepe. Poi Camoranesi e Di Natale, subentrati. Per la prima volta la Nazionale è fatta con giocatori di squadre di media-bassa classifica (Udinese, Fiorentina, Genoa, Juventus). Non si può tenere fuori chi ha segnato 29 gol. Non  può giocare chi ha saltato quasi tutta la stagione.
  6. Bisogna cambiare e l’occasione è propizia contro la Nuova Zelanda che non può preoccupare ma utile ha trovare il miglior assetto definitivo. Prima ipotesi: Di Natale e Camoranesi insieme per dare creatività al gioco. Centravanti Iaquinta o Pazzini (migliore di Gilardino di testa).
  7. A parte Cassano, Borriello e Perrotta, Lippi ha scelto i migliori disponibili. Il Palermo è da considerarsi una realtà a parte nata dalla capacità di Delio Rossi (ma anche l’impostazione iniziale di Zenga) di far eccellere un insieme discreti-buoni giocatori. Gli aspiranti in rosa, soprattutto Cassani (che difende meglio di Maggio ma attacca peggio), hanno infatti trovato la strada chiusa da individualità di maggiore spessore.

Cosa fa sperare. Il miglioramento della condizione fisica dovrebbe coincidere con una maggiore brillantezza di gambe e di testa. Lo stellone di Lippi resiste ed il pari all’ultimo minuto di recupero dei neozelandesi lo conferma. L’avvicinarsi delle partite “dentro o fuori”, sono la vera spinta capace di tirar fuori il meglio dell’Italia. Vedremo.

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