venerdì, 15 dicembre 2017  

La piccola enciclopedia del bacio: tutti i segreti in 200 pagine.

”Un paio di labbra ben disposte, intenzioni sincere (un cuore caldo), un pizzico di dolci sciocchezze, un sussurro col fiato sospeso, una spruzzata di sospiri”: sono gli ingredienti del bacio perfetto, quello che dovrebbe risvegliare i sensi, ”mandando brividi in tutto il corpo, creando l’essenza stessa dell’estasi”. La sua ricetta e’ contenuta nel libro la ‘Piccola enciclopedia del bacio‘ (pubblicato con la Avallardi) in cui la scrittrice anglosassone Lana Citron, in 205 pagine ci rivela curiosita’, fatti, cifre, citazioni e aneddoti di questo gesto. Con un’avvertenza: dalla sua apparente semplicita’ non bisogna lasciarsi ingannare. Perche’ “baciarsi e’ altamente complesso puo’ coinvolgere ciascun muscolo del corpo e scatenare una ridda di reazioni. Emotive, fisiche e sensuali”. Il bacio e’ tante cose insieme. E’ un gesto d’amore, ma anche un suono, molto piu’ di un semplice smack: è un suono inspiratorio bilabiale, quello che gli esperti di fonetica inglesi chiamano “lip-click”. Il bacio è un gusto: “Cos’è più dolce del miele? – si domandavano i latini -.Il nettare. E più del nettare? Un bacio”.

Si bacia il 90 per cento della popolazione mondiale. Preferiscono il naso-naso gli esquimesi e altre tribù africane. Un bacio sulla guancia e’ assai piu’ igienico di una stretta di mano. Il bacio e’ anche un tradimento (quello di Giuda) e un gesto di risveglio (quello nella favola della Bella addormentata).Il primo bacio di cui si e’ a conoscenza risale al 1.500 a.C. E’ stato rintracciato in India dall’antropologo Vaughn Bryant. In occidente l’ha portato Alessandro Magno dopo aver conquistato, mille anni dopo, il Punjab. Ora bacia anche il robot: la prima volta nel 2008.

Il bacio è arte e l’arte l’ha sempre raccontato. Ma il bacio ha anche i suoi nemici. Il peggiore: l’alito cattivo. “Che estingue in un attimo anche la passione piu’ ardente”. E cosi’ sfogliando questo compendio nel giorno di San Valentino si scopre che il ‘bacio alla francese’, quello appassionato, risale tra il 1730 e il 1820, al momento di maggiore rivalita’ tra Inghilterra e Francia. Da qui le allusioni per cui i servizi offerti da una prostituta diventavano ”lezioni di francese”, le stampe pornografiche ”stampe francesi” ed essere ”francesizzato” significava essere malato di sifilide.

Quanto alla forma delle labbra, segue le trasformazioni socio-culturali e i fattori socio-economici – scrive la Citron -: negli anni del film in bianco e nero, in un’epoca di proibizionismo e ribellione, le labbra in voga erano l”arco di cupido’ sfoggiato da Clara Bow; poi con l’austerita’ della guerra e della nascente indipendenza femminile, quelle sottili di Greta Garbo e Marlene Dietrich. Quindi, le bocche simmetriche degli anni ’40 come quelle di Rita Hayworth. Piu’ appariscente lo stile del secondo dopoguerra con le labbra di Marilyn Monroe, che preannunciavano il broncio provocante del simbolo sessuale degli anni sessanta di Brigitte Bardot. Vennero le labbra quasi da ragazzo di Audrey Hepburn anticipando il look androgeno degli anni novanta. E ai giorni nostri? Non c’e’ uno stile dominate, ma sembrano imporsi quelle ‘a canotto’ all’ Angelina Jolie.

Bacio vuole dire anche cinema. Uno dei primi film proiettati per un pubblico pagante fu ‘The Kiss’. Cosi’ la Edison pubblicizzava il cortometraggio: ”Si preparano a baciarsi, le loro labbra si avvicinano, si sfiorano, si toccano…e il pubblico va in estasi”. A dimostrazione che il bacio, in qualunque forma, e’ uno dei principali motivi di richiamo per gli spettatori. Ma la Citron ci parla anche del bacio piu’ lungo della storia del cinema, quello tra Ingrid Bergman e Cary Grant in Notorious dove Alfred Hitchcock riusci’ ad aggirare la censura interrompendolo con una telefonata.

Se poi passiamo ai cartoons, come dimenticare ‘Lilli e il vagabondo’ che dividono un piatto di spaghetti al loro primo appuntamento: mangiando si trovano in bocca le estremita’ opposte di uno spaghetto e quando arrivano alla meta’ si baciano. Infine, se mentre stai baciando pensi a quanto calorie stai consumando, forse è meglio che cambi partner, perche’ non e’ amore. Poiche’, pero’ , alcuni hanno una predilizione per queste sciocchezze, scrive la scrittrice, eccoli accontentati: l’energia impiegata in un bacio dipende naturalmente dalla profondita’ della passione, ma una stima e’ tra le 2 e le 6 calorie al minuto.

Si bacia il 90 per cento della popolazione mondiale. Preferiscono il naso-naso gli esquimesi  e altre tribù africane. Nell’occidente un bacio sulla guancia e’ assai piu’ igienico di una stretta di mano. Il bacio e’ anche un tradimento (quello di Giuda) e un gesto di risveglio (quello nella favola della Bella addormentata).

Il primo bacio di cui si e’ a conoscenza risale al 1.500 a.C. E’ stato rintracciato in India dall’antropologo Vaughn Bryant. In occidente l’ha portato Alessandro Magno dopo aver conquistato, mille anni dopo, il Punjab. Ora bacia anche il robot: la prima volta nel 2008. Il bacio è arte e l’arte l’ha sempre raccontato. Ma il bacio ha anche i suoi nemici. Il peggiore: l’alito cattivo. “Che estingue in un attimo anche la passione piu’ ardente”.
 
E cosi’ proseguendo a sfogliare questo compendio nel giorno di San Valentino si scopre che il ‘bacio alla francese’, quello appassionato risale tra il 1730 e il 1820, al momento di maggiore rivalita’ tra Inghilterra e Francia.  Da qui le allusioni per cui i servizi offerti da una prostituta diventavano ”lezioni di francese”,  le stampe pornografiche  ”stampe francesi” ed essere ”francesizzato” significava essere malato di sifilide.

Quanto alla forma delle labbra, segue le trasformazioni socio-culturali e i fattori socio-economici – scrive la Citron -: negli anni del film in bianco e nero, in un’epoca di proibizionismo e ribellione, le labbra in voga  erano l”arco di cupido’ sfoggiato da Clara Bow; poi con l’austerita’ della guerra e della nascente indipendenza femminile, quelle sottili di Greta Garbo e Marlene Dietrich. Quindi, le bocche simmetriche degli anni ’40 come quelle di Rita Hayworth. Piu’ appariscente lo stile del secondo dopoguerra con le labbra di Marilyn Monroe, che preannunciavano il broncio provocante del simbolo sessuale degli anni sessanta di Brigitte Bardot.  Vennero le labbra quasi da ragazzo di Audrey Hepburn anticipando il look androgeno degli anni novanta.  E ai giorni nostri? Non c’e’ uno stile dominate, ma sembrano imporsi quelle ‘a canotto’ all’ Angelina Jolie.

   Bacio vuole dire anche cinema. Uno dei primi film proiettati per un pubblico pagante fu ‘The Kiss’. Cosi’ la Edison pubblicizzava il cortometraggio: ”Si preparano a baciarsi, le loro labbra si avvicinano, si sfiorano, si toccano…e il pubblico va in estasi”.  A dimostrazione che il bacio, in qualunque forma, e’ uno dei principali motivi di richiamo per gli spettatori.
Ma la Citron ci parla anche del bacio piu’ lungo della storia del cinema, quello tra Ingrid Bergman e Cary Grant in  Notorious dove Alfred Hitchcock riusci’ ad aggirare la censura interrompendolo con una telefonata. Se poi passiamo ai cartoons, come dimenticare ‘Lilli e il vagabondo’ che dividono un piatto di spaghetti al loro primo appuntamento: mangiando si trovano in bocca le estremita’ opposte di uno spaghetto e quando arrivano alla meta’ si baciano.

Bacio vuole dire anche cioccolato. Come quello Perugina, dalla forma irregolare e tondeggiante, sulla cui origine ci sono varie versioni, tra cui quella in cui si narra che furono creati da Luisa Spagnoli, in onore di Giovanni Buitoni. Luisa scriveva brevi messaggi d’amore al suo giovane amante e glieli mandava avvolti intorno ai cioccolatini che Giovanni doveva ispezionare. Alla morte di Luisa, Giovanni Buitoni volle legare per sempre ai Baci questa dolcissima idea.

Infine, se mentre stai baciando pensi a quanto calorie stai consumando, forse è meglio che cambi partner, perche’ non e’ amore. Poiche’, pero’ , alcuni hanno una predilizione per queste sciocchezze, scrive la scrittrice, eccoli accontentati: l’energia impiegata in un bacio dipende naturalmente dalla profondita’ della passione, ma una stima e’ tra le 2 e le 6 calorie al minuto.

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Scritto da p.paolopaoletti@libero.it il feb 14 2011. Registrato sotto Altri mondi, Cultura e Società. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. I commenti sono terminati ma puoi seguirli dal tuo proprio sito.

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