venerdì, 15 dicembre 2017  

Scuola, energie, povertà: un Nobel.

di Paolo Paoletti – Un grande incontro con un grande Premio Nobel. Woodrow Clark, mi rincorre nella sala e mi dice: ho capito che sei il regista dell’evento (“21 minuti: i saperi dell’eccellenza” inventato da mio fratello Patrizio): il mio intervento lo vorrei fare cosi…
Carismatico, intuitivo, efficace, chiaro, Clark parla alla sala tra la gente e per la gente. Con il loro linguaggio, la comprensione dei nostri problemi di ogni giorno. In poco più di 20 minuti spiega come si affrontano e si risolvono i grandi problemi del nostro tempo (energia, educazione, povertà) ma poi nell’incontro personale che ne scaturisce ha voglia di raccontare la sua vita: un figlio di tre anni, l’esperienza con Al Gore, il pericolo sventato di una nuova guerra Cina-Russia sulle pericolose vie del gas, la certezza che il futuro ce lo giochiamo sull’educazione dei nostri figli.
Alla fine dell’intervista, molto più di una intervista, sembrava che ci conoscessimo da anni salutandoci con la promessa: “se mi chiami, a Napoli ci vengo. Mi farebbe piacere dare una mano alla tua città. Basta che il Sindaco accetti i consigli, come ha fatto quello di Los Angeles. Il problema dell’immondizia si risolve, basta volerlo”.

“Ai napoletani dico, portate i vostri figli a vedere Toy Story 3. Le cose che
accadono in un cartone possono accadere anche nella vita reale”.
La provocazione è di Woodrow Clark, Nobel per la Pace 2007 con Al Gore. Premio
ricevuto per l’impegno a sostegno delle energie pulite e della quality economy.

“I rifiuti possono ammazzare le persone. Proprio come i derivati del petrolio,
il fumo e la disattenzione per l’ambiente. Non deve interessarci come sarà il
mondo tra 50 anni, ma cosa facciamo ora per poterlo vivere correttamente. Ciò
che accade a Napoli mi lascia basito. Mai vista una cosa del genere. Anche in
America abbiamo avuto problemi con lì’immondizia ma sono stati risolti con
tecnologia e educazione”.
Ma cosa c’entrano i rifiuti di Napoli con un film? Voi portate tutti al
cinema?

“Nel cartoon c’è un’automobile che deve essere demolita. L’auto però viene
separata in vari pezzi che vengono riciclati, riutilizzati e trasformamti in
energia. Capito? Il problema nasce da una educazione sbagliata. Oggi la vera
rivoluzione è il changing paradigmas: non si può costruire il futuro agendo al
passato”.
Giusto, ma allora la colpa non è solo degli amministratori…
“In America la raccolta differenziata ed il risparmio energetico i bambini li
imparano prima di andare a scuola. Mio figlio, già a tre anni, spegne sempre la
luce in una stanza vuota. Sta al computer il necessario e non lo lascia mai
acceso. Oppure porta all’asilo le pile scariche dei suoi giochi, perchè li ci
sono i contenitori per il riciclo. Tutto il nostro futuro si gioca sulla
reinvenzione delle nostre abitudini”.
Bravo Clark, a parole sembra facile.
“Se le elezioni non fossero così lontane mi candiderei a Sindaco di Napoli.
Ovviamente scherzo, ma sono a disposizione per trovare soluzioni. Una può
essere ciò che sto facendo a Los Angeles, dove abito. Vivo in una città di
sole, proprio come Napoli. Sto impiantando pannelli solari sui tetti di tutti i
colleges, per risparmiare soldi e utilizzare energia della natura. Potreste
fare lo stesso dotando di impianti solari tutti gli edifici pubblici: i soldi
risparmiati potrebbero essere destuinati alle emergenze e all’educazione”.
Ma Napoli vive una emergenza continua.
“Serve anche una leadership trascinante, autorevole, innovativa. La politica
deve puntare la modernità, gli industriali dovrebbero investire sulla green
economy che è conseguenza della vocazione del territorio. Questo è il futuro
dell’economia, produrre ricchezza utilizzando le caratteristiche dei luoghi.
Troppo facile aprire industrie senza un progetto di sviluppo globale. I piani
di destinazione d’uso di un territorio non possono prescindere dai flussi
finanziari”.
Ma a Napoli c’è la camorra, anche se a volte è un modo per giustificare e perdonarsi tutto. Però sull’immondizia il business è veramente enorme.
“Bisogna convincersi che il tempo di ragionare con la tasca è finito. Per
tutti. Oggi è il tempo in cui deve prevalere la ragione sociale. Cioè il bene
di tutti. Credete che le ecomafie sono sono in Italia? Recentemente sono andato
in Cina, neanche lì si scherza sui soldi, eppure vige il capitalismo sociale.
Stava per esplodere un conflitto mondiale per il commercio del gas in cui la
Russia vuole primeggiare. Li ho convinti a rotto l’accordo con i russi Va bene
fare affare, ma nel rispetto della società. Altrimenti gioocoforza chi pensa
solo ai soldi dovrà mantenere chi non li ha più”.

Clark è appena sceso dal palco di 21 minuti, i saperi delleccellenza dove ha
insegnatio futuro con altri 20 grandi arrivati da tutto il mondo. Che si tratti
di Obama, L’immondizia di Napoli o delle mafie del mondo, Woodrow è certo:
“Napoli deve puntare sul futuro. L’immondizia deve essere riciclata e
trasformata in nuova energia. Meglio spendere qualcosa in più e chiudere la
questione”.
Poi ne facciamo un film, vero Woodrow?
“Bravo. Produrrò un film su come l’America deve liberarsi dalla schiavitù
dell’industria automobilistica. E vincerò l’Oscar. Vuoi scommettere”?

No grazie. Ci basta vincere la guerra dell’immondizia. Certo un Premio Nobel
che ha capito come cambierà il mondo potrebbe darci una mano.

URL breve: http://www.oltrequotidiano.com/?p=5400

Scritto da p.paolopaoletti@libero.it il mag 24 2011. Registrato sotto Altri mondi, Incontri. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. I commenti sono terminati ma puoi seguirli dal tuo proprio sito.

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