sabato, 25 ottobre 2014  

Celentano sbanca, Sanremo sbanda: dov’è la canzone? Perdere l’Amore l’ultima, Giorgia sola erede di Mina

di Paolo Paoletti - C’è un campo di girasoli a Cortona d’Arezzo, c’è un campo di ‘paraculi’ a Cortina d’Ampezzo! Rocco Papaleo sintetizza la prima del Festival a Sanremo stretta dai finanzieri a caccia di scontrini. Dove la canzone perde e l’arringa vince, Celentano è stato la cosa migliore, un modo tutto suo di fare televisione: “beati gli ultimi”, parole di conforto per gli italiani. Ma anche canzoni del nuovo album come aveva scritto Aldo Grasso, accusando la Rai di promozione del disco strapagata da Lei.
La Rai, un grande flop nella prima del Festival e me ne spiace.
Salta il centralone e la gara, erano già saltate le cervicali della valletta, malgestiti i microfoni di Morandi mentre recita con Adriano, ma anche i testi della presentazione di Papaleo, banalità sconcertanti dette peggio.

Dov’è il Festival della Canzone Italiana? da anni non esiste più.
Nel ’62, quando Elio Cesari – al secolo Tony Renis – l’evento fu la scoperta di un orologiaio che ha segnato la canzone, lo spettacolo, la televisione italiana: signor Immensità, detto Adriano.

Negli anni ci sono state belle canzoni e grandi interpreti, tra tutti Giorgia, la Whitney italiana. E Perdere l’Amore l’ultima ‘romanza leggera’ nella voce di Massimo Ranieri, frammento casuale di una tradizione che trionfò con Claudio Villa di cui nessuno ha ricordato l’anniversario. Stupefacente al massimo per il bianco de’ Castelli.

‘Grande Grande Grande’ è la canzone rimasta nel cuore di Elio, di tutti, che all’Ariston lanciò anche Mina, talento insuperabile e insuperato.
Il mio Sanremo è rimasto quello, allora il Festival mi regalava ogni volta ‘Il posto mio’ scendiletto di emozioni giovanili.
Alla prima del 61° solo Celentano, seppur dipendente da gobbo e auricolari – protesi di palcoscenico – ha retto la storia. Eccolo.

“Giornali come Avvenire e Famiglia Cristiana andrebbero chiusi, si occupano delle beghe della politica e non parlano del Paradiso, un discorso che per loro occupa poco spazio, lo spazio delle loro testate ipocrite come le critiche che fanno a Don Gallo che ha dedicato la vita ad aiutare gli ultimi”.

Strali feroci sulla Consulta che ha bocciato il referendum sulla legge elettorale “buttando nel cestino un milione 200 mila voti”. Critiche al direttore generale della Rai Lorenza Lei che “ha distanziato Santoro”.
Un insulto ad Aldo Grasso, critico tv del Corriere della Sera, accenni al referendum sulla privatizzazione della Rai, riferimenti religiosi, il governo Monti definito “materiale di ottima resistenza, apparentemente indipendente, facile all’ossido dei partiti”.
La denuncia – con citazioni per Corriere della Sera e Wall Street Journal – a Germania e Francia che hanno imposto l’acquisto di armamenti alla Grecia per concedere gli aiuti.

Un intervento che non resterà senza conseguenze, al di là dell’Ariston.
Un’ora di performance tra il messianico e la denuncia con 4 break musicali, incursioni nel rock’n'roll e il ripescaggio di una rarità – ‘Il Forestiero e la Samaritana’ – eseguita per sottolineare un passaggio dedicato al martirio di Gesù.

Il momento più ‘teatrale’ è per il referendum sulla legge elettorale: Pupo dalla platea, Gianni Morandi e Rocco Papaleo hanno inscenato un dialogo a quattro sul popolo sovrano calpestato dalla decisione della Consulta.
Anche Morandi ha pronunciato parole contro la bocciatura e contro l’allontanamento dalla Rai di Santoro, precisando però “scritte da Adriano”.
Elisabetta Canalis ha fatto una pallida apparizione, come incerta materializzazione dell’Italia.
Gesù ha fatto da prologo all’inutilità delle preoccupazioni terrene e le critiche alla Merkel e Sarkozy.
Una esibizione progettata come se le canzoni fossero un premio dopo il sermone.

Quando canta il rock, ‘Prisencolinensinainciusol’, Celentano è irraggiungibile ma la musica non è la sua principale preoccupazione che, come da collaudato copione, resta quella di entrare a piedi uniti sulle convenzioni, compresa la narrazione televisiva. Sanremo è finito lì.

URL breve: http://www.oltrequotidiano.com/?p=17746

Scritto da p.paolopaoletti@libero.it il feb 15 2012. Registrato sotto Altri mondi, In evidenza. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. I commenti sono terminati ma puoi seguirli dal tuo proprio sito.

Commenti terminati





Galleria fotografica

Ordine dei Giornalisti Unione Stampa Sportiva Italiana Federazione Italiana Editori Giornali Federazione Nazionale Stampa Italiana
Oltre Quotidiano online - Direttore Paolo Paoletti

Iscrizione al Tribunale di Napoli n. 60/2008 del 10/06/2008

Officina 99 Napoli Produzioni & Edizioni S.r.l. - P. I.V.A. 07392700634
Viale Maria Cristina di Savoia, 18/a - 80122 Napoli
Collegati